Domenica, 28 Febbraio 2021

Claudio Baima Poma, in casa 70 proiettili e un silenziatore: "Forse progettava l'orrore dal 2019"

La famiglia dell’uomo e l’ex compagna e mamma di Andrea hanno deciso che a Rivara ci saranno due funerali differenti. Si indaga per capire la provenienza della pistola: occhi puntati sulla criminalità sinti

I funerali di Claudio Baima Poma e del figlio Andrea si svolgeranno in momenti diversi. La famiglia dell’uomo e l’ex compagna e mamma di Andrea, Iris Pezzetti, hanno deciso che a Rivara ci saranno due funerali differenti, celebrati entrambi nella chiesa di San Giovanni Battista. Le date devono ancora essere stabilite. La scorsa settimana l'operaio 47enne ha ucciso il figlio undicenne e si è poi suicidato con la stessa arma. Si indaga proprio per capire la provenienza di quell'arma detenuta illegalmente. 

Claudio Baima Poma: 70 proiettili e un silenziatore in casa

Nella casa di Rivara gli inquirenti hanno trovato una busta che conteneva 70 proiettili calibro 7,65 per la vecchia Beretta modello 71. Con quella pistola Baima Poma prima ha colpito al petto del figlio undicenne, poi si è sparato in testa.  Quello dei settanta proiettili non è l’unico ritrovamento fatto dagli inquirenti. Sull’arma utilizzata - scrive oggi La Stampa -  sembra fosse montato un silenziatore fabbricato artigianalmente: è questo il motivo per cui nel cuore della notte nessun vicino di casa ha sentito il botto provocato dai due spari.

I carabinieri della Compagnia di Venaria, coordinati dal pm della Procura di Ivrea, Carlo Introvigne, hanno un obiettivo molto preciso: capire dove l’uomo avesse recuperato la pistola con la matricola abrasa, ma anzitutto se e da quanto progettasse di mettere in atto il gesto. Nessuno in famiglia sapeva che Claudio Baima Poma avesse un'arma. Forse erano mesi che progettava l'omicidio suicidio, forse ancora di più: "Forse a partire proprio dal febbraio del 2019 quando si è separato dalla sua ex compagna" scrive Gianni Giacomino sul quotidiano torinese.

Per quanto riguarda la vecchia Beretta si segue la pista della criminalità sinti che in Canavese, in quanto a possibilità di reperire armi clandestine, ha sempre fatto la differenza. Adesso l’arma è nei laboratori del Ris di Parma per capire se sia già stata utilizzata in passato in qualche azione criminale.

Si analizza lo smartphone dell'uomo, e presto saranno ascoltati alcuni compagni di lavoro e i bikers di cui era amico.

"Ha aspettato che il figlio si addormentasse e poi gli ha sparato al cuore"

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