Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Torino

La depressione, il post su Facebook e l'orrore: storia di una tragedia che (forse) si poteva evitare

L'omicidio-suicidio di Rivara: l'uomo aveva annunciato il gesto sui social, ma l'allarme scattato dopo il post è arrivato troppo tardi. L'ex compagna: "È stato vigliacco e bastardo''

Claudio Baima Poma e il piccolo Andrea (Foto da Facebook)

Andrea aveva soltanto 11 anni, un sorriso grande, tanti sogni e tutta una vita davanti. Una vita che, purtroppo, gli è stata strappata via questa notte con un colpo di pistola esploso dall'uomo che chiamava ''papà'', l'operaio 47enne Claudio Baima Poma, che poi ha rivolto la medesima arma contro se stesso. Entrambi i corpi sono stati rinvenuti nella mattina di oggi, lunedì 21 settembre, nella casa dell'uomo a Rivara, in provincia di Torino, dove i carabinieri non hanno potuto fare altro che constatare i due decessi.

Claudio Baima Poma: il post su Facebook prima dell'omicidio-suicidio

Andrea non aveva colpe, innocente e fragile, come tutti i bambini della sua età, ha pagato con il prezzo più alto i dissidi tra i suoi genitori e i problemi del padre che, secondo i primi accertamenti, sembra soffrisse di crisi depressive. Vittima sacrificale per una vendetta tra coniugi, nell'ennesimo terribile caso in cui i figli vengono usati come un'arma per ferire l'altro, un modo subdolo e vigliacco per ''fare del male'' all'ex, portando via, in un gesto di pura follia, l'abbraccio di un figlio all'amore di una mamma. 

Una tragedia che forse si poteva evitare, visto che prima di commettere l'insano gesto Claudio aveva postato su Facebook un lungo post d'addio, in cui ha raccontato nei minimi particolari l'evoluzione del rapporto con la mamma di Andrea, Iris Pezzetti, e i suoi problemi di salute. Proprio quella lunga lettera su Facebook, notata da un'amica dell'uomo, ha fatto scattare l'allarme. Ma purtroppo la segnalazione è arrivata troppo tardi: l'uomo è stato trovato morto sul letto della cameretta del piccolo, trafitto da un colpo alla tempia. il bambino era vicino a lui, ucciso da un colpo al cuore. La pistola utilizzata per l'omicidio-suicidio era detenuta illegalmente.

Il post su Facebook: ''Partiamo per un lungo viaggio dove nessuno ci potrà dividere''

Rileggendo le parole affidate a Facebook da Claudio Baima Poma non può che salire un senso di profonda tristezza ed impotenza. Parole sofferenti, ma che in un certo senso lasciavano intendere, neanche troppo velatamente, l'orrore che si sarebbe verificato di lì a poco. 

"D'ora in poi Iris potrai goderti la tua vita in solitaria come hai sempre voluto fare - scrive l'assassino su Facebook rivolgendosi alla ex compagna - Quando abbiamo iniziato a convivere ero l'uomo più felice del mondo, poi é arrivato Andrea, il nostro sogno. Tutto bellissimo fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e un danno permanente a una gamba.Una settimana prima mi avevi chiesto di sposarti ma poi hai iniziato ad allontanarti. Ho rischiato di perdere l'uso delle gambe, da quel momento sono caduto in depressione. Sono stanco dentro, ho la mente distrutta. Sì sono accorti tutti che stavo male, tutti tranne te''.

Poi la frase sul figlio, quella che più di tutte faceva trasparire l'insana idea di porre fine alla sua vita, portando con sé anche quella del piccolo Andrea: ''Non potevo stare senza di lui e nemmeno lui senza di me, partiamo per un lungo viaggio dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza".

La madre del bambino: "È stato un vigliacco e un bastardo"

Parole terribili indirizzate a Iris Pezzetti, l'ex compagna da cui era separato da febbraio 2019 dopo una relazione di 12 anni: "Claudio è stato un vigliacco e un bastardo - dice la donna - Anche nel post su Facebook dà colpe a me di cose che lui non era in grado di affrontare. Non ha mai dato segni di squilibrio ma al massimo avrei potuto pensare che avrebbe potuto fare del male a me. Vedeva suo figlio tutti i giorni. Era un padre presente. Non gli ho mai chiesto nulla e anche dopo la separazione ho scelto di rimanere qui perché restassero vicini. I problemi alla schiena? Non era un disabile".

Come racconta TorinoToday, l'ultimo incontro tra mamma è figlio è stato ieri intorno alle ore 18.15.  La donna non poteva immaginare che quella sarebbe stata l'ultima volta in cui avrebbe visto il suo piccolo in vita: "È venuto a prendere il bambino ed era normale. In settimana ce lo gestivamo a seconda degli impegni. Andrea era un bambino sereno. Lo aspettavo nel pomeriggio di oggi per i compiti. Non avevo mai temuto per lui. Tra me e Claudio, invece, c'era stato qualche episodio non piacevolissimo ma non credevo che avrebbe potuto prendersela con Andrea".

La madre dell'assassino: "Era legatissimo a suo figlio, non ce lo aspettavamo"

Una tragedia che, forse, si poteva evitare, come sottolineato qualche riga più su, anche se perfino le persone più vicine all'assassino non potevano immaginare che il 47enne sarebbe potuto arrivare a tanto pur di ferire l'ex compagna, da cui si era separato da circa un anno e mezzo. Incredula anche Fernanda la madre di Claudio Baima Poma: "La colpa non è mai solo di uno quando succede, ma il bambino non c'entrava niente. Mio figlio ha fatto il militare nei carabinieri, non sapevo che avesse armi. Ieri sera avevamo cenato insieme, ma Andrea aveva già mangiato da sua mamma. Claudio non mi aveva mai parlato di litigi con Iris né aveva mostrato intenzioni di farla finita. A volte era depresso e non parlava più. Era legatissimo a suo figlio, erano stati in vacanza a Isola di Capo Rizzuto. Claudio aveva perso la prima fidanzata per un tumore e 18 anni fa era caduto dal tetto di casa fratturandosi due vertebre. Da allora i suoi problemi alla schiena si erano acuiti".

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