Sabato, 20 Luglio 2024
Le indagini / Caserta

Claudio e Marco Marrandino, i fratelli uccisi a colpi di pistola: cosa è emerso dal video dell'omicidio

Scartata la pista dell'agguato di camorra. L'uomo fermato è un operaio di 53 anni, incensurato. La pista principale è quella di una lite per motivi economici: i due fratelli avevano un appuntamento con il killer

Uccisi a colpi di pistola. A sangue freddo. È un operaio di 53 anni l'uomo fermato per l'omicidio avvenuto sabato pomeriggio a Orta di Otella in provincia di Caserta. Le due vittime, entrambe originarie di Cesa, piccolo Comune del Casertano, sono Marco Marrandino, di 39 anni, avvocato ed ex presidente del consiglio comunale del paese, e il fratello Claudio, imprenditore nel campo dell'edilizia. I due sono stati vittima di un agguato mentre si trovavano a bordo della propria auto.

Il ritrovamento dei cadaveri

Il corpo di Claudio Marrandino è stato trovato all'interno di una Bmw bianca, mentre quello di Marco è stato trovato a una cinquantina di metri dall'auto. È probabile che stesse tentando di fuggire, ma è stato raggiunto e freddato. Entrambi i fratelli sono stati uccisi con colpi alla testa, un chiaro segno che l'assassino voleva assicurarsi che non sopravvivessero. L'azione, descritta come fredda e calcolata, sembra essere stata pianificata nei minimi dettagli. A trovare i corpi è stata una pattuglia dei carabinieri che si trovava in zona. I militari avrebbero anche visto l'assassino fuggire e sono riusciti ad intercettarlo e a fermarlo poco dopo.

Le ipotesi sul movente e l'appuntamento con il killer

Nonostante le modalità con cui è avvenuto l'omicidio, la pista della camorra ha perso subito consistenza. Le vittime non avevano precedenti e non sembrano avere nessun legame con i clan. Lo stesso operaio sospettato del delitto sarebbe inoltre incensurato. Il fatto che il duplice omicidio sia avvenuto a poche dall'arresto di Emanuele Libero Schiavone, figlio del capoclan pentito Francesco, sembra dunque essere solo una coincidenza. La pista principale seguita al momento è quella di una ritorsione legata a una vendita all'asta giudiziaria. Una disputa nata dunque per motivi economici.

Gli inquirenti, spiega CasertaNews, hanno a disposizione anche un video in cui si vedrebbe chiaramente la dinamica dell'accaduto e sembrerebbe che le vittime avessero un appuntamento con il killer. Si vede, infatti, la Bmw bianca dei fratelli Marrandino attendere qualcuno all'uscita di Succivo dell'Asse Mediano. Pochi minuti dopo arriva un'auto di colore grigio metalizzato.

Le auto si avvicinano come se gli occupanti stessero parlando dai rispettivi abitacoli, quindi dall'auto grigia scende una persona che si avvicina alla Bmw e fa fuoco. È in quel momento che il conducente della Bmw, Marco Marrandino, scende dall'auto e cerca di fuggire ma viene raggiunto dai proiettili dopo aver percorso pochi metri. Il fratello Claudio è stato invece centrato dalle pallottole mentre si trovava in auto. Il video sembra dunque escludere l'ipotesi - fatta in precedenza - di una lite per questioni di viabilità. I due fratelli dunque avrebbero dovuto incontrarsi con l'uomo che poi ha brutalmente assassinati. 

 La notizia del duplice omicidio ha scosso profondamente le comunità di Cesa e di Succivo, altro Comune della zona dove i due erano conosciuti. I due fratelli vengono descritti come persone perbene. "Non avete ucciso solo loro ma tutta la nostra comunità" scrive un amico dei due sulla pagina Facebook 'Sei di Cesa se..' – Marco e Claudio ragazzi stimati, amati e amici di tutti. Giustizia per loro". Ad indagare sulla vicenda sono i carabinieri di Marcianise. 

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