Domenica, 11 Aprile 2021
Italia

Risponde di omicidio colposo il medico di famiglia che sottovaluta il dolore del paziente

Il medico di base non può limitarsi a fare ricette: per la Cassazione non può trascurare di disporre degli accertamenti diagnostici obiettivi

Risponde di omicidio colposo il medico di base che sottovaluti il forte dolore lamentato dal paziente. Lo stabiliscono i giudici della corte di Cassazione nella sentenza 3869/2018 in cui gli ermellini sono intervenuti nel caso di un medico di famiglia condannato perché non aveva compreso che il forte dolore alla gamba lamentato dal paziente fosse stato determinato da una frattura e, quindi, aveva trascurato di disporre degli accertamenti diagnostici obiettivi.

Come riporta il sito specializzato Studio Cataldi il medico secondo i giudici non aveva neanche ritenuto di visionare gli arti inferiori del proprio paziente, limitandosi a prescrivere dei farmaci antibiotici.

In seguito, per la mancata tempestiva diagnosi e cura della patologia, il paziente moriva per tromboembolia; la difesa del sanitario aveva sostenuto che il ruolo del medico di base fosse semplicemente un ruolo di natura amministrativa con il compito di prescrivere dei farmaco, cercando di dimostrare che la condotta omissiva dovesse addebitarsi anche ad altri medici intervenuti successivamente.

La Corte di Cassazione ha invece considerato "abnorme" la condotta del medico di base ritenendo che la professione sanitaria imponga "ben altra diligenza".

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