Venerdì, 17 Settembre 2021
Giustizia

Coltivare marijuana in casa: ecco perché si può

La corte d'Appello di Brescia ha sospeso il processo a un commerciante trovato con dei vasi di canapa perché non ci può essere disparità di trattamento tra chi detiene a uso personale e chi coltiva. In attesa della decisione della Consulta, si torna a parlare di depenalizzazione

Coltivare marijuana in casa si può, o meglio la giustizia ha mostrato delle aperture su questo fronte: i giudici della corte d'Appello di Brescia hanno sospeso il processo che vedeva coinvolto un commerciante di Brescia che coltivava canapa in casa. Per poter dire che coltivare l'erba in terrazza in Italia sia possibile bisogna aspettare adesso la risposta della Corte costituzionale, a cui sono stati inviati gli atti del provvedimento. 

IL PROCESSO (SOSPESO) - L'uomo coinvolto nel processo era finito davanti ai giudici perché nella sua casa erano state trovate otto piante di canapa e 25 grammi di marijuana sul comodino. Ma dalle indagini non è emersa nessuna prova sull'eventuale attività di spaccio, cosa che anche l'imputato ha confermato: “Quello che mi è stato sequestrato era solo per me, mai pensato di darla ad altri”. L'uomo è stato condannato a otto mesi e mille euro di multa, ma gli avvocati difensori non si sono dati per vinti e hanno rivisto e consultato la giurisprudenza in merito degli ultimi vent'anni. In effetti dai referendum del 1993 l'uso di droga non è un reato in sé e non lo è neppure la detenzione, se legata all'uso personale. Ecco perché chi coltiva per uso personale non commetterebbe reato


UNA NORMA DA RIVEDERE - Così gli avvocati difensori del commerciante hanno dichiarato che la condanna subita per il possesso limita un diritto fondamentale della persona, l'uguaglianza. Cosa con cui hanno concordato i giudici della corte d'Appello di Brescia, rimettendo tutto alla corte Costituzionale. Questo significa che, perlomeno, è arrivato il momento di rivedere la norma. Nel caso questa revisione appoggiasse la tesi dei giudici bresciani, coltivare canapa indiana non sarebbe più reato. E sarebbe il più grande passo avanti in materia di depenalizzazioni, dopo l'abolizione della Fini-Giovanardi. 

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