Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Italia

Rai, sindacati alla guerra contro i super compensi: "Qui non si fa servizio pubblico"

"Dalla Rai a trarre vantaggi economici sono solo conduttori ed impresari". I sindacati sono sul piede di guerra contro il management di viale Mazzini: "Non si ha ancora chiarezza sui conti dell'anno 2016, si rispettino i lavoratori"

Se alla fuga di notizie sui compensi pagati ad alcuni dei suoi personaggi di punta dell'intrattenimento, la Rai risponde con l'annuncio di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma i sindacati sono però sul piede di guerra contro il management di viale Mazzini. "A febbraio inoltrato non si ha ancora chiarezza sui conti dell'anno 2016, nè sul testo di rinnovo della concessione di servizio pubblico radiotelevisivo".

Due presupposti sui quali i sindacati avevano chiesto unitariamente un confronto sia con la Commissione Parlamentare di vigilanza e indirizzo per i servizi radiotelevisivi, sia col Ministero dello Sviluppo Economico che, proprio in queste settimane, dovrebbe trasmettere il testo di concessione e convenzione alla Commissione Parlamentare per poi procedere alla sua promulgazione.

"Questa sottovalutazione del valore del servizio pubblico, delle parti sociali e del lavoro, da ultimo, si riproduce - affermano in una nota congiunta Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal - nelle affermazioni del Direttore Generale, il quale recentemente, non ha ribattuto alle dichiarazioni del critico Aldo Grasso, che nell'ambito di un convegno ha detto che 'la Rai non è all'altezza di fare un sacco di cose. E non per un problema editoriale, ma per un problema industriale"'.

Secondo i sindacati "nulla si dice su scelte editoriali discutibili, debolezza evidente dell'informazione davanti alla pressione continua della politica, comportamenti di direttori e dirigenti ai quali non viene chiesto conto delle loro 'debolezze', pervasività di conduttori, impresari e accoliti che continuano indisturbati a trarre vantaggi economici milionari dalla Rai. Né parole sono spese sull'insieme di questi atti e comportamenti che stanno mettendo ulteriormente in discussione la credibilità e la tenuta industriale dell'azienda, già minata da anni di provvedimenti e scelte gestionali che l'hanno indebolita nella sua autonomia, capacità editoriale e produttiva".

"Il sindacato - conclude la nota - pretende rispetto per il lavoro di chi la Rai, nonostante tutto, l'ha tenuta in piedi in questi anni bui. Lavoratori che non vedono rinnovato il Contratto Nazionale da tre anni, né accetta alcuna forma di svalutazione delle professionalità creative e produttive interne. Sappiamo che le prossime settimane saranno determinanti per l'azienda ed i suoi lavoratori. Per questo motivo, nei prossimi giorni, le segreterie nazionali delle scriventi Organizzazioni sindacali, in accordo con gli organismi unitari, si faranno promotrici di iniziative pubbliche dirette a sottolineare i rischi di quanto sta avvenendo. Le istituzioni ed i vertici aziendali dovranno tener conto di quanto si sta denunciando in ordine alla mancanza assoluta di un progetto per il servizio pubblico radiotelevisivo, per il sistema radiotelevisivo e quello dell'editoria nel suo complesso".

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