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Martedì, 7 Dicembre 2021
CRONACA

Comprare casa, un miraggio: 60% in meno dei mutui in cinque anni

Non solo le fasce a basso reddito, ma anche la classe media non riesce a comprare casa. Preoccupante la situazione descritta dall'Ance

Sempre più difficile ottenere un mutuo per l'acquisto di una casa: dal 2007 al 2012 si è registrato un crollo di oltre il 60%, da 62,7 miliardi di euro a 24,7 miliardi, e nei primi sei mesi del 2013 la situazione è diventata una vera e propria l'emergenza, con una flessione del 18% rispetto all'anno precedente. Sono i dati esposti in occasione dell'Homeday dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili.

Tutte le famiglie italiane sono state penalizzate: tra garanzie, quota contante richiesta e durata del finanziamento è oramai quasi impossibile per le classi medie comprare un appartamento.

Un esempio? Risparmiando il 30% del reddito annuo, nel 2007 servivano 3 anni per mettere da parte i soldi necessari a dare la quota contante per comprare casa, nel 2013, sempre secondo l'associazione dei costruttori, ce ne vogliono circa 8. Tutto ciò a causa della crisi finanziaria e del peggioramento nelle condizioni di erogazione dei mutui: in questi anni si è ridotta sensibilmente la quota di mutuo concesso rispetto al prezzo della casa.

La situazione peggiora ulteriormente se dalle fasce medie si passa a quelle a basso reddito, inferiori a mille e 500 euro netti al mese: la quota dei mutui a loro concessi si è ridotta infatti di un terzo.

Secondo Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana (ABI), la ripresa del settore immobiliare e del mercato della casa è interesse anche delle banche: "Gran parte dei crediti incagliati o in sofferenza riguardano proprio le imprese di costruzioni che hanno un grande lotto di invenduto" spiega il numero uno dell'Abi, rispondendo indirettamente alle critiche dell'Ance sulla contrazione dei mutui sulla casa. Non sarebbero le banche, non concedendo i mutui, a contrarre la domanda ma "il clima d'incertezza normativo e fiscale sugli investimenti immobiliari". Infine conclude: ""Il settore dell'edilizia è determinante per la ripresa".

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