Domenica, 19 Settembre 2021
Giustizia

Roma, il tribunale condanna il comune: "Campi rom illegali e discriminatori"

Storica sentenza del tribunale civile della capitale: con il metodo dei "campi nomadi" il Campidoglio ha discriminato e ghettizzato i Rom. L'azione legale è partita dall'associazione 21luglio e dall'Asgi

Chiamatelo come preferite: campo, villaggio. Ma il fatto che sia riservato a un'unica etnia lo rende illegale e discriminatorio. Questa la storica sentenza del tribunale di Roma che ha condannato il Campidoglio per aver allestito un campo rom, dopo le segnalazioni e le azioni legali portate avanti da Associazione 21luglio (che di batte da anni per i diritti delle comunità Rom, Sinti e Caminanti) e all'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione)

La sentenza risale al 30 maggio scorso ma è stata resa pubblica dai ricorrenti più tardi. Il dispositivo riconosce "il carattere discriminatorio" dell'assegnazione degli alloggi nel villaggio attrezzato de La Barbuta che si trova nell'ex municipio X della capitale. Il campo venne realizzato dalla giunta Alemanno per ospitare circa 600 persone sgomberate da altri campi. Soddisfatte le associazioni ricorrenti: "Per la prima volta in Europa un giudice riconosce il carattere discriminatorio di una soluzione abitativa riservata ai soli rom". Un passo in più verso la fine dei ghetti nella capitale e si spera in tutto il Paese: "È la fine della stagione dei campi nomadi"

Roma: campo rom viene demolito

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Il valore legale della decisione dei giudici è preziosissimo: "La sentenza - ha spiegato l'avvocato Salvatore Fachile di Avsi - impone da subito al comune di Roma di far cessare gli effetti discriminatori e quindi di spostare le persone che vivono in quel campo. Il rischio, in mancanza di un percorso di collaborazione del Comune, è una pioggia di cause per ciascun campo e per le circa 10mila persone che ci vivono". Con i relativi e ulteriori risarcimenti. 

Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, sottolinea invece il valore politico della sentenza: "Fondamentale, perché aiuta a liberarci da un equivoco odioso. Intorno ai campi nomadi esistono due schieramenti: i contrari, che sono coloro che vogliono eliminarli, guidati da alcuni 'teppisti' della politica, e dall'altra parte quelli che ne vorrebbero di più. Si tratta di speculazione sulla verità". Noi crediamo in soluzioni abitative diverse e il tribunale ci dà ragione". "Speriamo davvero che questa decisione del tribunale sia la ruspa che spazza via le discriminazioni"  conclude Carlo Stasolla. (da RomaToday

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