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Lunedì, 24 Gennaio 2022
CHIESA

A pochi giorni dal Conclave: si inizia l'11 marzo?

Cardinali in arrivo a Roma, lunedì le congregazioni generali: ecco le questioni sul tappeto da discutere prima che si chiudano le porte della Cappella Sistina

ROMA - Fervono i preparativi per il Conclave, e non solo quelli logistici. I cardinali stanno arrivando a Roma. L'appartamento del Papa è sigillato. I cardinali e i monsignori a capo dei dicasteri, decaduti con l'avvio della sede vacante, lasciano i loro uffici con gli scatoloni. I gendarmi avviano i lavori di bonifica della Cappella Sistina, mentre la domus Santa Marta, dove risiederanno i cardinali elettori, verrà investita da una forte interferenza in modo da impossibilitare qualsiasi comunicazione con l'esterno.

A congedarsi da Benedetto XVI, giovedì mattina, c'erano 144 porporati su 208, altri ne stanno arrivando in queste ore. Dall'Egitto Antonios Naguib, dato per probabile assente, ieri ha fatto sapere che sta meglio in salute e si prepara a venire a Roma.

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Intanto già iniziano gli incontri riservati e i "pourparlers", facilitati dal fatto che le camere della Santa Marta (ci sono suite e celle monacali) verranno estratte a sorte solo quando saranno presenti tutti i 115 cardinali elettori, e dunque i cardinali già arrivati dormono in queste notti fuori dal Vaticano, chi in un collegio nazionale, chi in seminario, chi da qualche amico. E' più facile, in queste condizioni, incontrarsi a riparo da occhi indiscreti. E iniziare a delineare l'identikit del prossimo Papa.

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I TEMPI - Qualcuno in Curia vorrebbe fare presto. Venerdì il cardinale decano Angelo Sodano ha inviato formalmente la lettera di convocazione per le "congregazioni generali" che inizieranno lunedì. Se tutto fila liscio, le pre-discussioni durano una settimana, poi lunedì 11 inizia il Conclave e in un paio di giorni la Sede apostolica non sarà più vacante. Ma questo programma non è scontato. Diversi cardinali stranieri - a partire da Dolan e Vingt-Trois - hanno premesso che non vedono la necessità di anticipare l'avvio del Conclave prima del 15 marzo. Due cardinali, peraltro distanti di idee, il tedesco Karl Lehman e il cileno Francisco Javier Errazuriz, hanno espresso l'auspicio che il Conclave si svolga senza fretta.

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I TEMI - Quanto alle questioni sul tappeto da discutere prima che si chiudano le porte della Sistina, i temi non mancano. E non solo gli scandali, Vatileaks o la pedofilia. La nuova evangelizzazione, il secolarismo, il calo di vocazioni. Le finanze, su cui americani e tedeschi vogliono vederci chiaro. Ieri tre porporati statunitensi - O'Malley, Di Nardo e George - non hanno escluso che si parli di governante, un tema che incrocia quella riforma della Curia che Benedetto XVI con rammarico avrebbe confidato, negli ultimi giorni, di non avere portato a termine. Lunedì, ad ogni modo, ci saranno due congregazioni generali, una la mattina alle 9.30, l'altra il pomeriggio alle 17. "Non aspettiamoci che si decida lunedì la data di convocazione del Conclave", ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.

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INCONTRI E CANDIDATURE - Ieri c'è stata una riunione tecnica per individuare i temi delle prime riunioni, anche quelli più spinosi. A presiederla il cardinale decano Angelo Sodano. Per tutta la mattina si rincorrono voci di una prima riunione allargata a tutti i cardinali già presenti a Roma, qua e là in piazza San Pietro spuntano vari porporati, ufficialmente nessuno conferma. Di certo gli incontri, i contatti, i pranzi sono già a pieno regime. Viene avvistato un gruppo di porporati sudamericani in un ristorante (messicani, brasiliani, argentini). Gli statunitensi hanno già mille impegni, ma anche francesi e tedeschi si muovono per la città eterna tra un appuntamento e l'altro. Tra gli italiani, il cardinale Camillo Ruini riceve a casa, gira voce di un incontro con Sodano e Re. Si testano alleanze, si vagliano candidature. Tra gli italiani rimane forte il nome di Angelo Scola, che gode anche del favore di diversi porporati stranieri, sebbene diversi cardinali italiani, a partire da Nicora, Re e Bertone non lo vedrebbero bene sul trono di Pietro. Salgono, tra i 'kingmaker' italiani, le quotazioni di una soluzione estera. Potrebbe essere un brasiliano, come Pedro Odilo Scherer, o, se i tempi non fossero maturi per un Pontefice latinoamericano, l'ungherese Peter Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee. Se manca di esperienza della macchina curiale, il 'partito romano è pronto ad affiancargli, come segretario di Stato, Mauro Piacenza o, ancor più forte, Leonardo Sandri, esponente di spicco dell'epoca luci e ombre di Wojtyla. Le discussioni, però, sono solo all'inizio. E molti cardinali non italiani vogliono andare con i piedi di piombo. Discutere, vagliare, informarsi su internet e sui giornali, pregare. E - per dirla con alcuni cardinali americani - puntare sulla "santità personale".

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