Venerdì, 25 Giugno 2021
Il processo

Condannata Alice Brignoli: la “mamma dell’Isis” che partì dall'Italia per combattere al fianco dei terroristi

Finisce così la vicenda della donna di 44 anni che nel 2015 lasciò l'Italia per andare in Siria insieme al marito e ai suoi tre figli per aderire al Califfato e combattere

Il rientro in Italia di Alice Brignoli con i figli

Era partita dall’Italia in compagnia del marito e dei loro 3 figli piccoli per andare nella “capitale” del Califfato e combattere a fianco dei terroristi islamici. In quella porzione della Siria, territorio di guerra, lei ci era rimasta 5 anni prima di essere rintracciata dai carabinieri del Ros ed essere rimpatriata insieme ai figli. Aveva anche dimostrato una certa contentezza di tornare nel paese di origine, ma non la salvò dal processo che si è concluso oggi con la condanna a 4 anni di carcere, con sconto di un terzo di pena secco per aver scelto il rito abbreviato.

Finisce così la vicenda di Alice Brignoli, la foreign fighter italiana di 44 anni che a settembre 2015 lasciò Bulciago, provincia di Lecco, per andare in Siria insieme al marito di origini marocchine Mohamed Koraici e ai suoi tre figli di 2, 4 e 6 anni, per aderire al Califfato. La donna, ribattezzata "la mamma dell'Isis", dovrà così scontate la pena per associazione a delinquere con finalità di terrorismo, a cui si aggiunge una pena provvisionale immediatamente esecutiva di 5 mila euro per ogni figlio (l'ultimo, il quarto, nato nei territori del Califfato), oggi tutti affidati a una comunità per minori in vista dell'adozione e costituitisi parte civile nel processo a carico della madre. I pm milanesi titolari dell’inchiesta Alberto Nobili e Francesco Cajani, avevano chiesto 5 anni di carcere, ma il Gup Daniela Cardanome le ha invece sentenziato 4 anni con 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Alice brignoli-3

Alice Brignoli si era convertita all'Islam con il nome musulmano di "Aisha". La procura di Milano aveva incaricato i militari dell’Arma di darle la caccia nell’aprile del 2016, quando lei ormai era già in Siria, dove era arrivata dopo un viaggio estenuante di 5 giorni in auto attraverso i Balcani. Il suo nome emerse durante un’inchiesta dell’antiterrorismo che aveva già portato in carcere altri 4 presunti jihadisti: Abderrahim Moutaharrik, detto il "pugile dell'Isis" in quanto ex campione di thai boxe, che, secondo le accuse, avrebbe voluto diventare un "martire di Allah" e sarebbe stato ponto a compiere un attentato a Roma; sua moglie Salma Bencharrki; Abderrahmane Khachia e Wafa Koraichi.

Nomi di persone che comunque sarebbero sempre stati in contatto con Alice, ma soprattutto con il marito, infatti per gli 007 italiani, sarebbe stato proprio Koraici a raccomandare Moutaharrik a chi poi lo avrebbe dovuto arruolare. Per questi 4 ci sono già le condanne definitive da parte della Cassazione. Ora c’è anche la sentenza in primo grado per Alice Brignoli che, prima ha perso il marito, morto per un’infezione intestinale in una prigione curda, e poi, al ritorno in Italia, anche i figli, per i quali lei sognava un futuro da combattenti tra le file dell’Isis.

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