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Sabato, 22 Giugno 2024
Il giallo di Soliera / Modena

Confessa la baby sitter che ha gettato il bimbo di 13 mesi dalla finestra

"Ho preso Tommaso e l'ho lanciato dalla finestra, non so perché l'ho fatto, ho avuto un malore, una sorta di catalessi": così la 32enne Monica Santi davanti al giudice durante l'udienza di convalida che si è tenuta nel carcere di S.Anna di Modena

Ha confessato Monica Santi, la 32enne baby sitter di Carpi, accusata di aver gettato dal secondo piano di una villetta di Soliera il bambino di 13 mesi cui doveva accudire. La confessione sarebbe arrivata durante l’udienza di convalida dell’arresto e dopo giorni di silenzi.

"Ho preso Tommaso e l'ho lanciato dalla finestra, non so perché l'ho fatto, ho avuto un malore, una sorta di catalessi"

La donna in lacrime avrebbe confermato le ricostruzioni degli inquirenti che avevano già sentito la donna delle pulizie presente in quel momento in casa e anche i vicini. La baby sitter ha ammesso di avere gettato il bambino dalla finestra spiegando di venire da un periodo difficile e di non essere in sè in quel momento. La donna ha detto che il suo non sarebbe stato un gesto deliberato e di non sapere spiegare il motivo che l'hanno spinta. 

"Sono stata io a lanciare il bambino fuori dalla finestra. Non è stato un gesto premeditato, ma frutto di un malore che improvvisamente mi ha colpita, mi sono trovata in uno stato di catalessi, mi sentivo soffocata e ho compiuto questo gesto al quale non riesco a dare una giustificazione" queste le parole riportate dalla sua avvocata Francesca Neri. "L’unica cosa che è stata in grado di fare è stata quella di scendere dal piano superiore, dove si trovava col bambino, andare dalla donna delle pulizie che si trovava al piano inferiore, e riferirle la frase: 'Adesso il bambino è libero'".

Perizia psichiatrica per la babysitter

Era martedì mattina quando Soliera, cittadina in provincia di Modena, finisce sulle prime pagine dei giornali d'Italia. Una vicina torna a casa dopo avere fatto la spesa e vede il corpo del bambino sul selciato del cortile interno delle villette a schiera. Scatta l'allarme. Sul posto arrivano 118 e carabinieri. Il piccolo viene soccorso e portato in ospedale: è vivo, ma in gravissime condizioni. In casa i genitori del piccolo non ci sono. Entrambi sono al lavoro e il piccolo è affidato alla babysitter. Monica Santi, 32 anni. La donna, che ha in cura il bambino dal mese di gennaio, viene interrogata e qualche ora dopo scatta il fermo.

"Ora è libero"

Col passare delle ore arriva un prima e sommaria ricostruzione dei fatti. Sembra che Monica Santi fosse la sola persona al secondo piano insieme al bambino, in quel momento. C'era in casa anche la donna delle pulizie, ma al piano di sotto, impegnata nel sue faccende. Sarebbe stata la babysitter ad afferrare il bimbo e a farlo cadere nel vuoto, restando poi immobile. Avrebbe pronunciato una frase al momento incomprensibile: "Ora è libero". Parole sentite dalla donna delle pulizie, diventata ora testimone chiave: non ha assistito alla caduta del bambino, ma ha visto quello che è successo immediatamente dopo.

La babysitter dal momento del fermo si è chiusa in un totale silenzio. Pare però abbia chiesto del bambino. Il suo comportamento, le poche parole che avrebbe pronunciato vedendo il piccolo per terra potrebbero essere rilevanti ai fini delle indagini. Il gip potrebbe disporre una perizia psichiatrica per la donna e se non sarà il giudice a farlo, lo chiederà la difesa, rappresentata dall'avvocato Francesca Neri. Si deve accertare se la donna fosse in grado di intendere e di volere. Le prossime ore saranno dunque decisive, per la donna e per il piccolo che nel frattempo resta in ospedale ma senza più essere a rischio di vita.

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