Martedì, 22 Giugno 2021
Omicidi

Coniugi uccisi, il presunto killer sfida gli agenti: "Ora posso andare a casa?"

Sono tante le cose che non tornano nella versione dell’ivoriano che davanti agli inquirenti è apparso "sicuro e sfrontato, anche anche mentre leggeva la carta dei suoi diritti"

E' rimasto impassibile Mamadou Kamara, il 18enne ivoriano fermato dopo l'omicidio dei due coniugi di Palagonia (Catania). E’ il Corriere della Sera  a svelare i retroscena del primo interrogatorio a cui è stato sottoposto il profugo ospite nel centro di accoglienza Cara di Mineo.

"Ma perché mi tenete qui, ma perché non mi lasciate andare a casa?", avrebbe chiesto il 18enne agli agenti che l'avevano fermato. Stando alle indiscrezioni Kamara non avrebbe mostrato alcun tentennamento: "Ve l'ho detto, non c'entro nulla, perché mi tenete qui?", continuava a ripetere ai poliziotti dopo l’arresto.  

Il Corsera lo descrive come "sicuro, sfrontato, imperturbabile, anche mentre leggeva la carta dei suoi diritti, nel momento del trasferimento in carcere, a Catania, poco prima di mezzanotte".

"Tutta quella roba l'ho trovata in un cassonetto sul ciglio della strada fuori Mineo", avrebbe detto riferendosi agli oggetti appartenenti alle vittime (un pc portatile, due cellulari, una videocamera, alcune macchina fotografiche e una catenina d'oro) che il ragazzo aveva con sé al momento dell’arresto.

Ma sono tante le cose che non tornano nella versione dell’ivoriano. Oltre al materiale appartenente alle vittime nel suo borsone sono stati trovati dei pantaloni completamente imbrattati di sangue. E anche gli orari di entrata e uscita dal Cara di Mineo non coincidono con il suo racconto. 

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