Sabato, 8 Maggio 2021
Perquisizioni e denunce

I Nas in 375 obitori: liquidi dalle bare, resti umani abbandonati e violazione di norme anti-Covid

I carabinieri hanno effettuato una serie di perquisizioni in vari ospedali e agenzie funebri per controllare le condizioni igieniche e sanitarie dei luoghi dove si trovano le salme dei morti. Ci sono denunce, multe e attività bloccate in tutta Italia

I controlli dei Nas - FOTO ANSA

Resti di cadavere abbandonati, tracce di sangue sui pavimenti, perdita di liquidi dalle bare accatastate e in attesa di essere sepolte chissà da quanto. E poi imprese che svolgevano compiti incompatibili con la professione funebre, contratti non rispettati con le pubbliche amministrazioni e violazione delle norme anti-Covid. Hanno trovato di tutto i Carabinieri per la Tutela della Salute in una serie di perquisizioni negli obitori di ospedali pubblici e nelle camere mortuarie di agenzie funebri in tutta Italia. Nelle ultime ore i militari del Nas hanno fatto scattare blitz in 375 locali pubblici e privati dove ci si occupava della cura dei cadaveri, trovando problemi in 85 di questi. Da qui sono state denunciate alle Procure di riferimento 23 persone e segnalate altre 78 per violazioni di carattere amministrativo. A finire nei guai sono dirigenti sanitari, titolari di imprese funebri a cui sono state contestate 102 multe, anche perché 24 riguardano l’inosservanza di tutte le più elementari prescrizioni sulla prevenzione dal contagio da Coronavirus.

Nas negli obitori e agenzie funebri, violate le norme anti-Covid

Infatti laddove i carabinieri hanno scoperto condizioni di illegalità, hanno trovato l’assenza di percorsi separati e cartellonistica ad indicare le prescrizioni anti-Covid. A questo poi si devono sommare le condizioni igienico-sanitarie, totalmente insufficienti ad accogliere persone e salme, di alcuni locali, con personale che, il più delle volte, non era neppure formato per questo tipo di lavoro. Come è successo a Ragusa. Lì i militari sono andati nella casa cimiteriale comunale di Gela, dove mancavano i documenti di valutazione del rischio contagio, le misure di sicurezza, un piano di sanificazione, inoltre c’erano 45 feretri abbandonati tra la cappella di preghiera e le camere mortuarie. Problemi simili a Ferrara, dove è stato denunciato il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera-universitaria, accusato di non aver fornito le disposizioni per attuare percorsi Covid separati ed eseguire l'isolamento delle salme Covid-positive in apposito sacco impermeabile, disinfettato esternamente. In Sicilia, denunciati 3 dirigenti di due ospedali di Sciacca e Canicattì, quali responsabili anche delle relative camere mortuarie. Secondo le accuse non hanno aggiornato il documento di valutazione rischi con le procedure di prevenzione da esposizione ad agenti biologici e non hanno effettuato la formazione professionale degli operatori. A Marsicovetere, nel potentino, mancavano impianti di aspirazione del gas dalle sale autopsie.

Nas in obitori e agenzie funebri, cadaveri abbandonati

Nel torinese sono stati denunciati 2 dipendenti di una società di servizi cimiteriali per vilipendio di cadavere e falso. Le accuse? Secondo gli inquirenti hanno usato un deposito di attrezzi per accantonare i resti umani di una persona morta nel 1992, riesumata e mai più sepolta, seppure i due avessero attestato il contrario.

In alcuni casi i problemi riguardavano le condizioni dei locali con il distaccamento dell’intonaco dalle pareti, umidità, mura ammuffite. Qualcosa di simile è successo a all’obitorio dell’Asl di Pescara, Nel corso di una ispezione all'obitorio, gli inquirenti hanno trovato macchie di sangue sul pavimento, sporco incrostato e le bare che perdevano liquido. 

Nas negli obitori e agenzie funebri, carenze igieniche 

I carabinieri hanno anche chiuso due attività, una a Lecce e una a Latina. Nella città pugliese, una ditta non solo si occupava di impresa funebre, ma anche di trasporto infermi, due attività incompatibili. Inoltre, sempre a Lecce, sono stati trovati medicinali e prodotti chirurgici ad uso esclusivo del personale ospedaliero. Tanto che in questo caso, sono partite denunce anche per peculato e ricettazione. Nel comune laziale invece, problemi alla camera mortuaria del cimitero comunale di Cisterna di Latina, per carenze igieniche tali da portare l’azienda sanitaria competente a bloccare le celle frigorifere e le sale dove si svolgevano le autopsie.

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