Martedì, 2 Marzo 2021
La storia / Teramo

Uniti anche nella morte. La coppia che muore di Covid a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro

La storia di Dino e Lina da Teramo. L'uomo non ha voluto lasciare la donna dopo il decesso e ha continuato a vegliare il corpo fino al funerale. Così si è ammalato ed è morto pochi giorni dopo di lei

Hanno affrontato insieme il destino drammatico che la pandemia da Covid sta riservando a migliaia di persone in Italia. Due anziani di Tortoreto sono morti a pochi giorni di distanza dopo aver contratto il virus. La storia è straziante soprattutto per le modalità con cui si è svolta. Tutto è cominciato quando la donna ha scoperto di essere positiva al virus. Natalina Medori di 72 anni ha scoperto di avere la Covid lo scorso 5 novembre. All'inizio i sintomi erano sembrati non eccessivamente aggressivi. Il decorso sembrava essere buono e comunque l'unico elemento preoccupante era la febbre che però non era mai andata oltre il 37,8. La speranza quindi era che la malattia non riuscisse a colpire in maniera decisa la donna fino alla doccia fredda. Improvvisamente l'aggravamento tanto da accasciarsi al suolo e morire sul colpo.

Il marito non ha voluto lasciare la donna sola

Una mazzata per il marito Dante, 80 anni. Una vita con lei, sempre insieme. Non ha altro che la moglie Lina e a un tratto il virus se l'è portata via. L'uomo non vuole stare lontano dalla donna. Vuole vegliare sul suo corpo fino al giorno dell'ultimo saluto. Non gli interessano i consigli di chi gli sta vicino e sa che in caso di contagio potrebbe essere pericoloso anche per lui. Dino non vuole fare altro che passare gli ultimi istanti con la moglie. Dopo il funerale, anche Dino ha scoperto inevitabilmente di aver contratto il virus. Dopo pochi giorni è stato necessario il ricovero prima in ospedale a Teramo e poi lo spostamento a Giulianova. Lì anche Dino ha trovato la morte. Nove giorni dopo la moglie. Per entrambi il destino ha scelto di chiamarli a sé praticamente insieme, e forse l'uomo ha deciso che era meglio così se non poteva vivere il resto dei suoi giorni con la moglie.

Una vita insieme

La donna gestiva insieme alla famiglia il lido la Sirenetta ed era molto conosciuta in città. Il marito invece era un fabbro e si era fatto conoscere per aver apportato delle modifiche sostanziali alle vongolari, le barche che vengono utilizzate per la pesca di molluschi bivalvi. Non avevano figli ma erano ben voluti da parenti e amici. Gli stessi che hanno provato, per quello che hanno potuto, a dissuadere Dino da rimanere accanto alla moglie Lina dopo la morte, proprio per la possibilità che il virus lo potesse attaccare. A Dino non è interessato, ha fatto una scelta, forse consapevole, sicuramente dettata dall'amore e dalla necessità di dare l'ultimo abbraccio alla compagna di vita. Lina è stata tumulata lo scorso 6 novembre mentre i funerali del marito si sono svolti ieri. Su Facebook sono stati tanti i messaggi della comunità che si è stretta intorno alla famiglia della coppia. Qualcuno ha anche lanciato un appello per la situazione dei contagi nelle abitazioni e in famiglia. La richiesta è stata quella di aumentare le visite a domicilio, soprattutto per le persone anziane, che rischiano di morire sole senza assistenza.

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