Sabato, 8 Maggio 2021

Coronavirus, turista risulta positivo al test: aveva passato ore al pronto soccorso

Il paziente era stato per ore in Pronto soccorso all'ospedale di Brindisi, insieme ad altre persone. Successivamente trasferito in Radiologia per una Tac, solo intorno a mezzogiorno si è avuto l'esito del tampone. I sindacati: "Ripristinare il pre-triage"

Un nuovo caso di positività al Covid-19 è stato riscontrato stamattina martedì 7 luglio presso l’ospedale Perrino di Brindisi. Si tratta di un turista residente in Lombardia che stava trascorrendo le vacanze nella zona. L’uomo si è presentato in Pronto Soccorso con sintomi non riconducibili all’infezione da coronavirus. Da prassi, così come avviene per tutti i pazienti che transitano dal Pronto Soccorso e da altri reparti ospedalieri per ricevere trattamenti sanitari, è stato sottoposto a un tampone. 

Il paziente, trasferito in un’area di isolamento, è destinato al ricovero nel reparto di Malattie infettive. Le sue condizioni non sono gravi. È dalla prima metà di giugno che al Perrino non si registravano ricoveri di persone con Covid-19 e da quanto appreso da Brindisireport, il paziente è stato per ore in Pronto soccorso, insieme ad altre persone. Successivamente è stato trasferito in Radiologia per una Tac. Solo dopo, intorno a mezzogiorno, si è avuto l'esito del tampone.

Da una settimana non sarebbe più in funzione il pre-triage che era stato posto in un fabbricato esterno al Pronto Soccorso al quale venivano sottoposti tutti i pazienti in ingresso. Attualmente, viene effettuato il solito triage all'interno della struttura.  

Il segretario generale della Fp Cgil Brindisi, Pancrazio Tedesco, esorta l’Asl di Brindisi a non abbassare la guardia. “Il pre triage – dichiara a BrindisiReport il sindacalista – va ripristinato il prima possibile, così come è necessario aumentare le forniture di dispositivi di protezione individuale e predisporre un ingresso separato per i sospetti Covid. Sarebbe un errore arrivare impreparati al mese di ottobre, quando aumenteranno gli accessi per problemi alle vie respiratorie che, facendo i debiti scongiuri, potrebbero sovrapporsi a un ritorno del virus. Quindi l’azienda deve muoversi sin da ora, intanto per recuperare grossi quantitativi di dispositivi di protezione individuale, affinché non si ripeta l’esperienza negativa subita nei primi due mesi della pandemia”. 

In quest’ottica Tedesco sollecita anche l’attivazione dei nuovi posti di terapia intensiva realizzati in un modulo prefabbricato, nei pressi della camera mortuaria, e il rafforzamento del personale, affinché gli operatori sanitari non vengano smistati da un reparto all'altro. “Non possiamo permetterci il lusso di trovarci impreparati – conclude il sindacalista – in vista di una eventuale seconda ondata”. 

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