Martedì, 11 Maggio 2021
Numeri che preoccupano

Boom di contagi nelle carceri: "Rischiamo di non avere agenti e di tramortire il sistema sanitario"

La campagna di vaccinazione per detenuti e agenti di polizia penitenziaria sta procedendo a rilento. I numeri preoccupano i sindacati che lanciano all'allarme. Ci sono anche nuovi focolai

La vaccinazione per i detenuti - FOTO ANSA

Con 5.764 agenti di polizia penitenziaria a cui è stata somministrata la prima dose di vaccino su un totale di 37mila e meno di mille detenuti vaccinati su una popolazione di circa 54mila persone, il piano vaccinale all’interno delle carceri procede troppo a rilento. Questi i numeri con cui il Spp (Sindacato di polizia penitenziaria) lancia l’allarme:  “Avanti così non si può andare”, spiega il segretario nazionale Aldo Di Giacomo, per cui il rischio di un contagio diffuso è ogni giorno più alto. Ma se il Coronavirus si dovesse diffondere, il sistema carcerario rischierebbe di collassare e, il primo a farne le spese, sarebbe il sistema sanitario nazionale. “Non siamo in una situazione di crisi, ma bisogna fare presto perché se no il sistema penitenziario rischio di tramortire quello nazionale sanitario” rimarca Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l'associazione per la difesa dei diritti dei detenuti le garanzie nel sistema penale.

Coronavirus in carcere, i numeri che spaventano 

A far sobbalzare dalla sedia il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, sono i dati ministeriali di queste prime settimane di campagna vaccinale con Astrazeneca. A fronte di 927 detenuti vaccinati, ce ne sono altri 480 positivi al Covid, mentre tra i poliziotti ci sono 680 contagiati. Numeri che corrispondono ad un aumento del 20% in una settimana. La paura dunque che il virus cominci a correre anche nell’ultima “camera” del sistema penali italiano c’è.  Per quanto riguarda i detenuti, la regione più colpita è la Lombardia con 82 casi mentre gli istituti più colpiti sono quelli di Volterra (60 positivi) seguito da Chieti (42), Pescara e Padova (23), anche se, per fortuna, nella cittadina veneta è quasi terminata la vaccinazione. Per quanto riguarda i poliziotti penitenziari, ci sono 680 contagiati, con maglia nera per la Campania (77 positivi) seguita dalla Puglia; mentre gli istituti con più contagi sono quelli di Orvieto e Chieti con 18 infetti. Numeri che fanno riflettere perché, come dice Di Giacomo, "gli unici che possono portare il Covid nelle carceri sono proprio gli agenti. Per questo bisogna fare presto e vaccinare subito tutta la Penitenziaria”.

Coronavirus in carcere, il sindacato lancia l'allarme alle istituzioni

Ma forse fare presto non basta neppure. Ammesso che si inizi subito, la vaccinazione delle divise non potrebbe recuperare tanto terreno perso. “Se vacciniamo tutti in massa, rischiamo di avere un numero altissimo di agenti con sintomi, che non potrebbero lavorare e andrebbero in malattia”. A maggior ragione, la preoccupazione del Spp è ancora più forte: “Se il virus, ma soprattutto le sue varianti dovessero entrare nelle carceri il pericolo sarebbe altissimo. Abbiamo provveduto in queste ore ad allertare l’Amministrazione ma soprattutto le Asrem ed i Prefetti per velocizzare al massimo l’effettuazione dei vaccini per i poliziotti penitenziari ed i detenuti. Voglio solo ricordare di tre poliziotti morti per Covid-19, in solo 15 giorni, nel carcere di Carinola, con 10 poliziotti morti nella seconda ondata e 12 detenuti”.

Coronavirus in carcere, nuovi focolai e il punto sulle regioni

Intanto continuano ad accendersi focolai di Covid in Italia, l’ultimo nel carcere di Bologna, con situazioni differenti da regione a regione. Infatti se ci sono Regioni come Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna che hanno iniziato la somministrazione dei vaccini sia agli agenti che ai detenuti, ci sono anche regioni dove hanno iniziato solo con i poliziotti e altre dove non si è neppure somministrata la prima dose. “Si faccia presto, altrimenti continueranno ad accendersi focolai. Che qualcuno abbia deciso di dare l’allarme, come hanno fatto i sindacati di polizia penitenziaria, è più che ragionevole” ha concluso Gonnella di Antigone.

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