Venerdì, 23 Aprile 2021
Caserta

Focolaio a Mondragone, decine di persone forzano la zona rossa: "Panico e paura"

Caos in provincia di Caserta, dove sono salite a 49 le persone positive al nuovo coronavirus. Decine di persone hanno protestato in strada: il sindaco chiede rinforzi

Tensione a Mondragone, in provincia di Caserta (Foto di CasertaNews)

Inizia a destare preoccupazione il focolaio di coronavirus di Mondragone, in provincia di Caserta. Sono 49 i casi di positività emersi nella 'zona rossa' dei Palazzi Cirio, dove il contagio si è diffuso all'interno di una comunità bulgara. La situazione questa mattina è degenerata in una protesta, con decine di persone in strada che hanno chiesto a gran voce la revoca delle misure restrittive, almeno per chi è risultato negativo al tampone.

Coronavirus, focolaio a Mondragone; tensione con la comunità bulgara

Dopo l'aumento dei contagiati, stamattina è esplosa la protesta nella 'zona rossa' delimitata da un cordone sanitario, recintato, controllato da carabinieri, polizia ed esercito. Come riporta CasertaNews, decine di persone si sono riversate in strada per protestare contro le misure di contenimento e chiedendo che la ‘zona rossa’ venga revocata soprattutto per chi si è sottoposto al tampone ed è risultata negativa. Il nodo è legato all’impossibilità di tantissime persone di potersi recare a lavoro nelle campagne per potersi guadagnare la giornata. Una situazione è molto tesa: alcuni manifestanti hanno anche forzato le recinzioni. Le forze dell’ordine stanno cercando di dialogare coi bulgari per far cessare la protesta, che segue i tentativi di eludere il cordone sanitario che si sono già avuti nei giorni scorsi e che hanno costretto a rafforzare il controllo dell’area da parte delle forze dell’ordine. A questa tensione va aggiunta anche quella esistente tra italiani e bulgari, la cui convivenza si fa sempre più difficile.

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Coronavirus, focolaio a Mondragone: il sindaco chiede rinforzi

Il sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico, ha richiesto al prefetto più forze di polizia per il ripristino dell’ordine pubblico nell’area ex Cirio. "Appena due giorni fa rappresentavo al questore di Caserta l’insufficienza delle risorse umane impegnate per il rispetto dell’Ordinanza Regionale - ha detto il sindaco -. Il Questore affermava la mia incompetenza in materia. Questa mattina ho assistito personalmente ad un inaccettabile atto di insubordinazione di oltre cinquanta cittadini, stranieri e non, i quali uscendo dalle rispettive abitazioni e violando di fatto il cordone sanitario, concretizzavano un gravissimo atto di insubordinazione rispetto ai precetti dell’ordinanza, creando panico e paura nella cittadinanza che ha dovuto assistere all’impotenza delle poche forze dell’ordine presenti". E quindi la richiesta al prefetto "affinché possa essere adottata ogni musura e azione al fine di ripristinare la legalità e l’ordine pubblico clamorosamente violato questa mattina".

Focolaio a Mondragone, De Luca: ''Contagi arrivati dalla Bulgaria''

''Su Mondragone come sempre abbiamo reagito in tempi immediati. Appena abbiamo avuto notizia del contagio di una donna di nazionalità bulgara, abbiamo messo in quarantena le palazzine e mobilitato le forze dell'ordine perché ci fosse un controllo rigoroso sulle persone messe in quarantena''. Lo ha affemrato il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando del nuovo focolaio di Covid-19 a Mondragone, dove l'area delle Palazzine Cirio è stata messa in quarantena in virtù di un'ordinanza regionale in vigore fino al prossimo 30 giugno. 

De Luca, a margine di un'iniziativa all'Ospedale del Mare, ha annunciato che nelle prossime settimane ci saranno ulteriori controlli "a tappeto sugli stagionali che vanno a lavorare nelle campagne soprattutto nei mesi di luglio e agosto". Molti di coloro che vivono nelle Palazzine Cirio sono infatti braccianti che arrivano a Mondragone esclusivamente per lavorare nelle stagioni di raccolta. "Stiamo facendo un lavoro rigoroso e impegnativo per isolare i contagi che sono arrivati dalla Bulgaria o da altre parti del mondo - assicura il presidente della Regione - ma come sempre siamo impegnati a garantire la serenita' delle nostre famiglie".

Focolaio a Mondragone, De Luca chiama Lamorgese: ''In arrivo un contingente dell'esercito"

"Questa mattina ho avuto un colloquio con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l'invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell'ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il ministro ha annunciato l'arrivo di un contingente dell'Esercito". Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Coronavirus, focolaio a Mondragone: Salvini attacca De Luca

''Il governatore che perde tempo a insultare la Lega e a lanciare slogan sui lanciafiamme anti-assembramenti, dovrebbe spiegare come mai non riesce a risolvere neppure il problema di Mondragone dove i cittadini italiani sono esasperati perché chiusi in casa per motivi sanitari mentre alcuni immigrati violano le regole come se nulla fosse''. E’ l’accusa che il leader della Lega Matteo Salvini lancia nei confronti del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca relativamente al nuovo focolaio scoppiato ai Palazzi Cirio di Mondragone, dove è stato creato un cordone sanitario per evitare che i cittadini residenti in zona possano entrare in contatto con gli altri.

Coronavirus, 'zona rossa' a Mondragone (Caserta)

I primi casi risalgono a sabato 20 giugno, quando una donna bulgara si è recata all'ospedale di Sessa Aurunca per partorire ed è risultata positiva al Covid-19, seguita poco dopo da un suo connazionale. Sono quindi subito scattate le operazioni di screening da parte della Asl di Caserta su tutti i membri della comunità bulgara e un'ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha istituito una mini zona rossa che comprende i 5 edifici dell'area Cirio, all'interno dei quali sono presenti circa 300 italiani, quasi 200 bulgari e cittadini di Ucraina, Tunisia, Russia, Romania, Polonia, Moldavia, ma anche provenienti dal Sud America, Brasile e Venezuela, e dal Nord Africa, Tunisia e Marocco. 

I test sono stati estesi a tutti i residenti dei Palazzi Cirio, circa 700 persone. I casi positivi sono comunque quasi tutti ascrivibili alla comunità bulgara, con l'eccezione di 3 italiani. Le persone positive sono tutte asintomatiche, ma per chi risiede in contesti nei quali non è possibile garantire l'isolamento domiciliare è stato disposto il ricovero nel Covid Hospital di Maddaloni.

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