Giovedì, 29 Ottobre 2020
L'immagine del Coronavirus 2019-nCoV in una ricostruzione grafica del CDC statunitense
Cronaca / Italia

Coronavirus, isolato il virus "italiano": più speranze per un vaccino

L'Italia primo Paese europeo ad isolare il nuovo coronavirus: si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. A Wuhan un uomo si sarebbe suicidato per non contagiare la famiglia

I virologi dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive ''Lazzaro Spallanzani'', a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell'infezione.

Il lavoro italiano non è  una novità scientifica, ma potrà servire a mettere insieme i dati con quelli di altri centri per arrivare alla messa a punto di trattamenti e vaccini contro l'infezione. "Ci sono già due società biotech - spiega all'Adnkronos Giorgio Palù, professore ordinario di Microbiologia e virologia all'università di Padova ed ex presidente della Società europea e italiana di Virologia - che grazie alle loro tecnologie hanno ricreato il virus in vivo per utilizzarlo nella messa a punto di un vaccino. Basta avere il genoma, che è stato depositato dai cinesi, e in una settimana si può ottenere un candidato vaccino che però, poi, deve essere testato e ne deve essere provata l'efficacia ma soprattutto la sicurezza. Prima che possa essere utilizzato in maniera massiva in clinica servono dunque parecchi mesi"

Coronavirus, l'importanza del lavoro italiano

Avere a disposizione in modo il virus è un passo fondamentale che permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi. Avere a disposizione nei laboratori il nuovo agente patogeno permetterà inoltre di studiare i meccanismi della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino.

"Avere isolato il virus, averlo in mano, vuol dire poterlo coltivare, non solo fare l'acido nucleico, che è solo l'impronta del virus, averlo in vitro vivo e vegeto significa poterlo studiare a fondo. In questo modo si può capire come fa il virus a causare danno" spiega Maria Rosaria Capobianchi, direttore Laboratorio di Virologia.

"Questo rende possibile identificare i target terapeutici, sipuò quindi studiare la risposta immunitaria. Avere isolato il virus ci permette di affinare gli strumenti diagnostici e quindi di mettere a punto i test sierologici per la ricerca degli anticorpi nelle persone infettate e quindi guarirle".

La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata già depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale.

"L'isolamento del virus ci permetterà di migliorare la risposta all'emergenza coronavirus, di conoscere meglio i meccanismi dell'epidemia e di predisporre le misure più appropriate" spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituno Nazionale per le Malattie Infettive.

"Questo grande risultato ci consente di studiare meglio il virus e, di conseguenza, organizzare meglio i nostri strumenti diagnostici e terapeutici - ha detto all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, già direttore dell'Iss - È un risultato di cui essere molto orgogliosi".

Coronavirus, le ultime notizie

Restano ricoverati allo Spallanzani i due cittadini di nazionalità cinese provenienti dalla città di Wuhan: "Pur mantenendo condizioni cliniche discrete - informano dall'istituto - presentano entrambi polmonite virale con interessamento alveolo interstiziale bilaterale".

Le 20 persone che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione continuano a rimanere in osservazione ma per ora la loro salute non desta preoccupazioni.

Dimessi tutti gli altri pazienti risultati negativi ai test: presso l’Istituto sono ricoverati in attesa dell'esito degli esami 23 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia.

Coronavirus, le news dalla Cina

Allarme invece dalla Cina dove l'epidemia dilaga e le autorità hanno annunciato nuove misure per isolare Wenzhou, città di 9 milioni di abitanti sulla costa orientale della Cina. È il primo caso di quarantena imposto al di fuori della provincia dello Hubei, epicentro del coronavirus.

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Le misure comprendono la chiusura delle strade e limitazioni agli spostamenti dei residenti. Alle famiglie sarà consentito fare uscire ogni due giorni una persona per acquistare beni di prima necessità, ogni altro spostamento sarà consentito solamente per recarsi negli ospedali per ricevere cure.

La condizione delle persone in quarantena desta preoccupazione: a Wuhan un uomo si è suicidato perché sarebbe stato rifiutato da un ospedale e avrebbe deciso l'estremo gesto per non tornare a casa e contagiare la famiglia.

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Intanto dall'organizzazione mondiale della sanità gli ultimi aggionamenti riportano come benché il principale veicolo di trasmissione siano i pazienti che hanno iniziato a manifestare tosse e starnuti, si sono registrati casi di contagi da pazienti asintomatici e che solo successivamente hanno mostrato i sintomi dell'infezione. L'infezione asintomatica è rara e il contagio da pazienti asintomatici è molto raro, ma non escluso. 

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