Lunedì, 19 Aprile 2021
Bergamo

Coronavirus, l'odissea di Marco: fine dell'incubo dopo 115 giorni (e 28 tamponi)

Un 43enne di Albino, in provincia di Bergamo, ha potuto riabbracciare la sua famiglia dopo oltre quattro mesi di calvario

Foto di repertorio

Dopo 28 tamponi e 115 giorni è finita l'odissea di Marco Carrara, un 43enne di Albino, in provincia di Bergamo, che adesso può finalmente abbracciare al sua famiglia dopo aver vinto la battaglia contro il coronavirus. Il calvario di Marco è iniziato lo scorso 31 marzo, quando è stato ricoverato all'ospedale Giovanni XXIII dopo essere risultato positivo al Covid. Lì ha trascorso un mese e mezzo, prima di passare alla clinica San Francesco, dove le sue condizioni sono peggiorate e hanno richiesto un ritorno al Giovanni XXIII. L'8 giugno ha iniziato la riabilitazione alla Fondazione Piccinelli d Scanzorosciate, sempre in provincia di Bergamo. 

Lo scorso 24 luglio è stato dimesso, ma i suoi tamponi erano ancora positivi, costringendolo a mettersi in quarantena a casa del padre, senza poter aver contatti con la moglie o con i suoi due figli. Soltanto adesso, dopo il tampone negativo, ha potuto riabbracciare i suoi cari.

 La sua storia è stata raccontata su Facebook da un omonimo, con cui il protagonista di questa vicenda è entrato in contatto: ''Lunedì mi arriva un messaggio su Instagram “ciao, sono Marco Carrara”. Inizialmente penso a uno scherzo, è un follower senza foto del viso, ha un cielo come avatar. Decido di continuare la lettura “sono positivo dal 31 marzo, ho fatto 27 tamponi, 115 giorni di ospedale, ora sono a casa in isolamento”. Dice che ha voluto scrivermi perché gli faceva sorridere la nostra omonimia e perché voleva farmi i complimenti per le mie dirette di questi mesi. Gli chiedo di scambiarci i numeri e al telefono mi racconta tutto, la sua storia mi lascia senza parole''. 

Marco è di Albino (altro comune bergamasco molto colpito, vicino alla mia Nembro), ha 43 anni e a novembre ha dovuto fare un trapianto di midollo (operazione che ha reso precaria la sua salute ). Per covid ha perso anche il papà “l’ultima volta l’ho visto la mattina in cui è morto, era passato a salutarmi dalla finestra”. Mi colpisce – scrive l'omonimo sui social - lo spirito con cui Marco parla, la voglia di vivere, il suo entusiasmo. Ha due figli e una moglie, gli chiedo come faccia a non perdersi d’animo nonostante sia ancora positivo “non voglio arrivare alla vetta della montagna ma alla discesa, perché significherebbe averla superata”.

''Ci salutiamo con la promessa di rimanere in contatto – conclude - Bene, ieri e oggi Marco, dopo 27 tamponi positivi, 115 giorni di ospedale e 27 di quarantena, ha fatto il tampone ed è negativo. Sì, negativo. E io niente, sono felice. Felice che la vita ci abbia fatto incontrare''.

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