Giovedì, 29 Ottobre 2020
Foto Ansa (archivio)
Cronaca

Coronavirus, migranti e propaganda: il focolaio di Treviso non c'entra nulla con gli ultimi sbarchi

Non c'è alcun collegamento tra gli sbarchi delle ultime settimane a Lampedusa e questo nuovo focolaio di coronavirus: sono persone straniere in Italia da anni, che hanno contratto il virus qui da noi. Ma la macchina della propaganda non ha tempo per queste sottigliezze

"Immigrati mandati a Treviso, ben 129 trovati positivi al Virus! Se tornerà l’epidemia, sappiamo chi ne sarà colpevole" Matteo Salvini, il segretario della Lega ed ex ministro, commenta così su Twitter il focolaio in Veneto. A seguire una valanga di commenti di sostenitori del Carroccio (e non solo) che sembrano però non avere colto un punto centrale della vicenda in questione. 

Non c'è alcun collegamento tra gli sbarchi delle ultime settimane a Lampedusa e questo nuovo focolaio di coronavirus. I 130 migranti risultati positivi al tampone a Treviso nello stabile che ospita un centro di accoglienza per migranti e richiedenti asilo, sono sbarcati in questi giorni, settimane, mesi? No, affatto: sono sbarcati anni fa. Nonostante questo, la Lega minaccia di "denunciare il governo". Con il rischio però, a livello teorico (non abbiamo accesso ai dati dei singoli ospiti), che alcuni dei migranti in questione siano arrivati sul suolo italiano quando al governo c'era la Lega. 

Salvini ieri ha subito accusato il governo di agevolare la diffusione del coronavirus in Italia, il sindaco di Treviso Mario Conte (Lega Nord) ha annunciato che denuncerà il governo per il "danno incalcolabile" arrecato alla città che amministra. 

"Ci stavamo riprendendo, il turismo stava nuovamente vedendo la luce dopo una primavera terribile e con questa batosta ci ritroviamo a terra, dopo che il Governo non ha mai ascoltato la nostra richiesta di chiudere la Caserma. A dirle il vero, stiamo ancora aspettando che il Ministro dell’Interno Lamorgese venga a vedere con i suoi occhi la situazione dopo la nota rivolta dello scorso giugno. Sono arrabbiato perché ora ci troviamo a fronteggiare una nuova emergenza. E la colpa non è dei nostri cittadini" dice il sindaco di Treviso. 

Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso, sottolinea che "la concentrazione dei migranti all’ex caserma Serena dipende proprio dalle decisioni di Salvini quando era ministro dell’Interno, che coi suoi decreti ha di fatto cancellato il sistema dell’accoglienza diffusa, evitando di chiuderla ed anzi potenziandola facendoci finire migranti in uscita dagli Sprar".

I contagiati dell’ex caserma Serena di Treviso sono persone straniere positive, ma che hanno contratto il virus in Italia, non lo hanno "importato". Collegare questo tema con quello altrettanto complicato delle politiche migratorie non sembra opportuno. E' gettare benzina sul fuoco contando sulla scarsa voglia dei propri follower di andare alla ricerca della realtà fattuale. La propaganda è facile, comoda, immediata. Ma non centra mai il punto.  Sulla stessa lunghezza d'onda Mauro Visentin, segretario generale CGIL di Treviso: "Non sono arrivati da Paesi lontani con il virus ma l’hanno contratto qui, a Treviso, nel nostro territorio, stando nel luogo in cui sono costretti a stare, tutti insieme e privati di quei servizi di accoglienza e integrazione efficienti che garantivano una corretta gestione dell’immigrazione, fatta di piccoli numeri".

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Nella ex caserma in questione ci sono migranti arrivati in Italia da paesi dell’Africa subsahariana, ma anche richiedenti asilo mediorientali. Quasi tutti sono arrivati nel nostro paese durante i "picchi" di sbarchi degli anni passati. Molti lavorano o hanno avviato da tempo un percorso di inserimento lavorativo e sociale.

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