Mercoledì, 27 Gennaio 2021
Bologna

Coronavirus, morto un detenuto a Bologna: è il primo caso in Italia

La denuncia del sindacato Uilpa: ''Contagio nelle carceri potrebbe essere in pieno sviluppo, Conte assuma pro-tempore la gestione diretta delle strutture''. La vittima è un italiano di 76 anni

Foto di repertorio

Un uomo che si trovava detenuto nel carcere di Bologna è morto nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Sant'Orsola dopo aver contratto il nuovo coronavirus. Si tratta del primo detenuto che muore per la Covid 19. L'uomo, un 76enne italiano, non era più in carico al carcere bolognese perché l'autorità giudiziaria gli aveva concesso gli arresti domiciliari presso l'ospedale. Lì dopo alcuni giorni di ricovero gli era stato fatto il tampone, risultato positivo.

Coronavirus, detenuto morto a Bologna: la denuncia del sindacato

A riferire del primo caso di un detenuto morto in Italia per il nuovo coronavirus è stato Gennarino De Fazio, per la Uilpa Polizia penitenziaria nazionale: "Prima o poi doveva accadere, ed è purtroppo accaduto. E' deceduto all'ospedale civile di Bologna il primo detenuto per coronavirus. Si tratta di un ristretto del circuito ad alta sicurezza, ricoverato qualche giorno fa in stato di detenzione e poi ammesso agli arresti domiciliari a seguito del trasferimento in terapia intensiva. Era italiano, aveva 76 anni e pare fosse affetto da altre patologie". 

"Si è naturalmente costernati per la perdita di un'altra vita umana, ma non vogliamo e non potremmo strumentalizzare l'accaduto. Il ministro Bonafede e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - spiega De Fazio in una nota - hanno tante colpe e responsabilità nell'assolutamente inadeguata gestione delle carceri prima e durante l'emergenza sanitaria, che sarebbe inutile, inelegante e finirebbe col depotenziare le nostre continue denunce tentare di attribuirne loro delle ulteriori. Purtroppo, questo nemico invisibile sta facendo stragi ovunque e il carcere altro non è che una parte della società".

"Certo - aggiunge -, continuiamo a pensare che la gestione dell'emergenza sanitaria per Covid-19, la quale si unisce alle precedenti che attanagliano da molto tempo il sistema carcerario, dovrebbe essere affrontata in maniera molto più efficace e organica da molti punti di vista, sia per la parte che afferisce all'utenza detenuta, sia sotto il profilo dell'organizzazione del lavoro e delle misure a protezione degli operatori e, di rimando, per gli stessi reclusi".

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