Venerdì, 16 Aprile 2021

Coronavirus, nonna Elisa conosce la nipotina appena nata grazie a un tablet

Ricoverata nel reparto Covid 19 dell'ospedale Humanitas Mater Domini di Castellanza, in provincia di Varese, l'anziana signora è riuscita a conoscere (virtualmente) la piccolina

Uno dei principali drammi per i malati da Covid 19, oltre ovviamente le conseguenze sulla salute del nuovo coronavirus, è senza dubbio l'impossibilità di poter vedere i propri cari per evitare di contagiarli. Ma ecco che per risolvere, almeno virtualmente, questo problema, entra in gioco la tecnologia, in grado di oltrepassare quei muri che isolano i malati e dividono le famiglie. Così, grazie all'utilizzo di un tablet, nonna Elisa è riuscita a vedere la nipotina appena nata dal reparto Covid dell'ospedale Humanitas Mater Domini di Castellanza, in provincia di Varese.

Dove l'emergenza coronavirus obbliga ad allontanare, come protezione per se stessi e i proprio cari, la tecnologia può dunque avvicinare. Quelli vissuti dai ricoverati, raccontano dalla struttura, "sono momenti ancora più difficili e delicati". Sono in una situazione "di preoccupazione e tanta paura, senza la possibilità di contatto con i propri affetti" per giorni, che si trasformano anche in settimane. "Con tanta umanità e dedizione - assicura l'ospedale - il personale sanitario si impegna a colmare questo vuoto. Non lascia solo nessun paziente e supporta coloro che non hanno la possibilità di poter parlare con i propri cari, attraverso videochiamate fatte con i tablet".

"Parte anche da loro, infermieri e operatori sociosanitari (Oss), la volontà di incentivare le videochiamate per rompere questo isolamento e catturare l'emozione del contatto umano, diventato ora virtuale, ma capace di propagare calore in tutta la struttura".

Come è successo per Elisa, paziente Covid. "Entrata in ospedale, sapeva che da lì a poco sarebbe diventata nonna. L'angoscia di non poter godere dei primi attimi di vita della nipotina la tormentava", racconta Sabrina Vegliach, coordinatrice di uno dei reparti Covid.

"Così, quando un messaggio l'ha avvisata del fatto che fosse finalmente diventata nonna, abbiamo deciso che questo avvenimento non poteva ridursi ad semplice e freddo sms. Nonna Elisa è stata supportata nel videochiamare i propri familiari e ha potuto così conoscere la nipotina appena nata", dice Vegliach. La videochiamata non sostituisce il momento dell'aggiornamento delle informazioni cliniche del paziente, vale "come un abbraccio che rincuora e fa sentire più uniti".

"Devo ammettere che al termine di ogni chiamata ognuno di noi prova delle sensazioni inspiegabili - aggiunge Vegliach - Sono momenti intensi, pieni di affetto che ci emozionano veramente, tanto da non riuscire a trattenere le lacrime. L'amore che percepiamo è veramente tanto". Il progetto 'tablet' è una delle iniziative scelte dall'ospedale per supportare i pazienti e i loro parenti. Si aggiunge a altri servizi che vanno dal supporto psicologico fino al servizio biancheria, che fa sì che i pacchi destinati ai pazienti ricoverati "si riempiano sì di vestiti ma divengano" anche "messaggi di vicinanza".

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