Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Roma

Positivo al coronavirus muore a 33 anni: disposta l'autopsia

Il ragazzo, residente in una palazzina popolare del Quarticciolo, è la vittima più giovane del Covid-19 nel Lazio. Lascia una moglie e tre figli

L'ospedale Spallanzani, foto di repertorio ANSA

E' stata disposta l'autopsia sul corpo del 33enne originario del Montenegro morto all'ospedale Spallanzani di Roma nella notte tra il 24 e il 25 marzo. Il ragazzo, residente in una palazzina popolare del Quarticciolo, è la vittima più giovane del Covid-19 nel Lazio. 

Solo dopo l'esame medico legale si capirà se il giovane è morto "con" o "per" il coronavirus. Di certo c'è che, secondo quanto ricostruito, il 33enne era arrivato allo Spallanzani lo scorso 11 marzo, in gravi condizioni e con una crisi respiratoria già in atto. 

Subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva, le sue condizioni di salute sono poi peggiorate. Lascia una moglie e tre figli. I suoi cari, come da prassi in queste circostanze, sono stati messi in isolamento mentre resta da chiarire quali tipi di contatti abbia avuto, anche con altri parenti e conoscenti che vivono nel campo nomadi di via Salviati dove risiedono decine di nuclei familiari.

A Roma un'altra giovane vittima del coronavirus

Un dramma che riporta alla mente un'altra giovane vittima, Emanuele, il 35enne di Cave morto a Tor Vergata a causa del Covid-19. Il giovane, che lavovara in un call center,  non aveva patologie pregresse. A dirlo sono i risultati dell'esame autoptico effettuato allo Spallanzani e trasmesso ieri ai medici del policlinico Tor Vergata. Emanuele è stato ucciso dall'infiammazione causata dal Covid-19 che nella notte tra sabato e domenica è precepitata fino a coinvolgere gran parte degli organi vitali, portando il 35enne alla morte. Nessun organo era però in precedenza  danneggiato o soffriva di particolari malattie: il paziente, insomma, era sano.

Il 35enne era stato a Barcellona dal 6 all'8 marzo assieme ad altri amici. Tre giorni dopo il suo rientro aveva iniziato a sentirsi poco bene e lunedì 16, dopo un consulto con il proprio medico di medicina generale, era stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Tor Vergata. Il medici non sono riusciti a salvargli la vita. 

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