Giovedì, 25 Febbraio 2021
Pesaro / Pesaro e Urbino

Sanitari aggrediti dopo un tampone a domicilio: "Volevano sapere chi fosse positivo"

Le due donne, medico e infermiera, hanno dovuto chiamare i carabinieri a causa dell'insistenza, anche violenta, dei vicini di casa che volevano conoscere chi fosse la persona malata in un condominio

Un'infermiera e una dottoressa sono state 'aggredite' dopo aver eseguito una visita domiciliare ad un'anziana malata di Covid che necessitava un ricovero in ospedale e per la quale avevano allertato un'ambulanza del 118. Un grave episodio avvenuto a Carrara di Fano in provincia di Pesaro Urbino ieri sera intorno alle 19.

L'unità medicha che eseguono a domicilio i tamponi per il coronavirus sarebbero state avvicinate da due sconosciuti che da prima hanno chiesto da chi si fossero recate per fare il tampone. Quando le operatrici hanno spiegato che non potevano fornire le informazioni, gli aggressori si sarebbero scaldati prendendole a male parole e insistendo per conoscere l'identità della malata. 

Le due donne vistesi aggredite sono pertanto rientrate in auto ma i due all'esterno hanno continuato a rumoreggiare, protestare, fotografare e guardare i documenti in auto; a quel punto la vettura sarebbe stata colpita con pugni e un calcio.

La dottoressa e l’infermiera hanno allertato i Carabinieri. Le operatrici "non hanno subito danni - riferisce Fabrizio Valeri, coordinatore Usca Fano - ma sono sconvolte".

"Quello degli addetti Usca "è un mestieraccio, vanno nelle case a rischio, a fare del bene e vedersi aggredire...siamo arrivati a un punto di non ritorno, la gente ha perso la testa. Io penso - prosegue - che invece di attaccare chi lavora, chi va a vaccinare, chi va a 'tamponare' se se la prendessero con quelli che vanno in giro senza mascherine, si assembrano e non rispettano le regole, conservino energie per questo". 

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