Sabato, 17 Aprile 2021
Cuneo

Gli abitanti non vogliono i migranti, il medico replica: "E io non vi curo"

Diventa un caso la "resistenza" di un medico del cuneese in risposta ad alcuni manifesti razzisti apparsi in paese contro l'apertura di un centro d'accoglienza in parrocchia. Su Facebook complimenti e insulti (insieme a qualche minaccia) e c'è chi lo vuole denunciare per aver violato il giuramento di Ippocrate

Agli abitanti della sua zona che dicono testualmente: "Noi i negri non li vogliamo", un medico di Cuneo replica: basta cure per chi la pensa così. 

Tutto è cominciato con l'ipotesi - una mera ipotesi - che la Casa delle opere parrocchiali ospiti (forse) in estate 24 richiedenti asilo. Tanto è bastato per far comparire sui muri delle frazioni cuneesi di Roata Canale e Spinetta diversi manifesti anonimi, sui quali sta indagando anche la Digos. "Questo non è un consiglio. E' una minaccia. Noi i negri non li vogliamo".

manifesti razzisti frazione cuneo-2

La "resistenza" di Corrado Lauro, medico locale che opera anche in chirurgia generale all'ospedale Santa Croce di Carle di Cuneo, parte da qui. Una presa di posizione contro il razzismo, che lo ha portato sulle prime pagine dei maggiori quotidiani e contestualmente gli ha attirato gli strali di quelli che "prima gli italiani" e ma anche di chi sostiene che così facendo viola il giuramento di Ippocrate. 

Lauro ha scritto un messaggio su Facebook rivolto "agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello". 

"Comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario in elezione (ossia quando il paziente viene convocato in regime non di urgenza, ndr)  se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi ad altro più qualificato professionista. Comincia così la mia Resistenza"

Il post è stato pubblicato il 25 aprile - una data simbolica, quindi - ma è diventato virale in questi ultimi giorni, dopo la denuncia da parte del comitato che sostiene la candidatura a sindaco di Giuseppe Menardi per il centrodestra, ed è finito su tutti i giornali. 

Tanti i messaggi di complimenti e incoraggiamento, da parte di colleghi, conoscenti e altri utenti, ma non solo: "Ippocrate ti sputerebbe in faccia", scrive un commentatore. "Si vergogni", aggiunge un altro. 

(Alcuni degli oltre trecento commenti comparsi sotto al post del dottor Lauro, divisi tra chi lo appoggia e chi lo critica)

corrado lauro fb 3_-2

La questione è ben presto uscita fuori dal social network. Il comitato per Menardi sindaco accusa:  "E' sicuramente più grave (rispetto ai manifesti razzisti, ndr) l’atteggiamento di questo medico ideologizzato che arriva a tradire il giuramento di Ippocrate, fondamento della sua professione e che gli impone di curare chiunque ne abbia bisogno con eguale scrupolo e impegno", si legge in una nota diffusa dal comitato, che si augura che l'Ordine dei Medici e il direttore della Asl di Cuneo prendano "seri e immediati provvedimenti nei confronti di questo 'medico'". 

Il direttore generale dell'Aso Santa Croce e Carle di Cuneo Corrado Bedogni, interpellato dal sito locale TargatoCn, si smarca: "La direzione generale Aso rassicura tutti i cittadini che i professionisti dipendenti dell'azienda sono tenuti ad eseguire le prestazioni nel loro turno di lavoro. L'Aso non accetta queste posizioni da parte dei suoi dipendenti". 

"Il mio post su facebook non era rivolto a chi manifesta dissenso per l'arrivo dei migranti, bensì a chi ha concepito quel volantino e a chi manifesta idee razziste", si difende il dottore Lauro parlando con TargatoCn.it. Però Lauro, che non ha uno studio privato ma lavora solo in ospedale, riporta il sito, precisa: "Non sono nelle condizioni di creare un patto terapeutico con queste (persone, ndr): io lavoro prettamente con pazienti oncologici con cui stabilisco un patto empatico. Poiché il mio lavoro è dettato da agire di tipo filantropico, questo tipo di empatia non posso stabilirla con chi manifesta chiare posizioni di tipo razzista. Lo dico nell'interesse del paziente stesso. Ma ribadisco: un conto è avere posizioni diverse, un altro è concepire un volantino di quel tipo". Quanto a chi lo accusa di violare il giuramento di Ippocrate, il medico risponde:  “Non è così. Come ho scritto nel post non mi tiro indietro in caso di immediato rischio vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso”.

Chiamato in causa, l'Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Cuneo, prova a fare chiarezza. "Il medico pubblico dipendente ovviamente non può e non deve rifiutare le cure necessarie a nessuno, ma occorre ricordare che anche al medico dipendente pubblico è consentita una quota di professione in regime libero professionale", dice il presidente Salvio Sigismondi, mentre "altra cosa nella attività privata del collega che invita l'estensore del volantino e chi si riconosce in quella scelta ad evitare di richiedere la sua opera professionale che garantisce comunque sempre e totalmente in caso di urgenza o di pericolo". Il caso del dottor Lauro sarà affrontato collegialmente nella prima riunione del consiglio direttivo provinciale, convocato per il prossimo 18 maggio. 

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