Martedì, 26 Ottobre 2021
Carceri / Italia

La Corte dei Conti attacca: "La rieducazione dei detenuti non funziona"

Da una recente indagine emergono la preoccupante mancanza di fondi e la carenza di personale

ROMA - La Corte dei Conti lancia un allarme: "La rieducazione dei carcerati non funziona, colpa della disorganizzazione". Durante un'indagine infatti avrebbe riscontrato "carenze a livello pianificatorio caratterizzate dall'inadeguatezza di validi percorsi scolastici e formativi oltre che dall'insufficiente coordinamento sul territorio dei diversi soggetti istituzionali preposti". Non raggiungerebbe quindi un livello sufficiente l'efficacia dei programmi di rieducazione dei carcerati, soprattutto a causa della mancanza di fondi e di personale disponibile.

Troppe le carenze evidenziate dalla Corte dei Conti, tra le quali anche una mancanza nel controllo dei risultati “sul piano dei monitoraggi e degli indicatori, con conseguente difficoltà di verificare compiutamente gli effetti conseguiti a seguito delle condotte attivita' di rieducazione carceraria". E punto più dolente, la mancanza di fondi economici: “il sistema carcerario è tutt'oggi caratterizzato dall'estrema esiguità delle risorse assegnate, che, unitamente al sovraffollamento all'interno degli istituti penitenziari, ha finito per pesare negativamente e in modo incisivo sulle varie iniziative connesse ai trattamenti rieducativi".

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Un responso pienamente negativo che evidenzia come i programmi trattamentali "abbiano avuto una difficile e faticosa attuazione, nonostante siano apparsi in grado di produrre sia benefici diretti sui destinatari degli interventi, che vantaggi indiretti sulla società nel suo insieme". Infatti dove esistono laboratori e strutture di recupero i risultati sono soddisfacenti perché "attraverso l'attivazione di laboratori e pratiche riformatrici si possano offrire mezzi, risorse e strumenti per abilitare o riabilitare socialmente e professionalmente il detenuto fuori dall'universo carcerario, ma sono emerse perà delle carenze a livello pianificatorio caratterizzate dall'inadeguatezza di validi percorsi scolastici e formativi oltre che dall'insufficiente coordinamento sul territorio dei diversi soggetti istituzionali preposti".

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