Venerdì, 7 Maggio 2021
Bari

Grave dopo il Covid: bimbo di 3 anni salvato grazie al farmaco "in anticipo"

Dopo aver superato il coronavirus, il piccolo ha sviluppato la sindrome di Kawasaki, un'infiammazione acuta che aveva aggravato le sue condizioni. I medici dell'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII' di Bari hanno così deciso di intervenire, somministrando un farmaco innovativo

Foto di repertorio Ansa

Un bambino di soli tre anni, in gravi condizioni a causa di una iperinfiammazione causata dal Covid, adesso è salvo grazie alla somministrazione in anticipo, rispetto ai protocolli, di un farmaco innovativo, che è riuscito ad evitare il ricovero del piccolo nel reparto di terapia intensiva. 

E' accaduto nell'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII' di Bari: dopo un ricovero durato 18 giorni nel reparto di Pediatria, il piccolo paziente è stato dimesso. Il bambino era arrivato in ospedale con i sintomi della Mis-c (Kawasaki post Covid), la sindrome infiammatoria multisistemica che i minori possono sviluppare a seguito del Covid19. Nonostante il paziente avesse avuto una forma asintomatica di Covid19, si era successivamente ammalato con un'iperinfiammazione post Covid cardiaca e neurologica.

Una volta arrivato in ospedale i medici gli avevano riscontrato una infiammazione cardiaca con dilatazione coronarica e una meningite asettica. Conseguenze gravi che avrebbero portato il piccolo in terapia intensiva. E' stato allora che i medici hanno valutato e deciso di anticipare la somministrazione del farmaco biologico innovativo, Anakinra, che ha evitato la progressione della malattia. La reazione è stata buona e il minore adesso sta bene ed è tornato a casa.

"In questa ondata pandemica abbiamo riscontrato un aumento di casi di iperinfiammazione post Covid anche nei più piccoli - spiega il dottor Francesco La Torre, referente regionale della sindrome Mis-c - spesso i bambini hanno una infezione da covid asintomatica ma nelle settimane successive possono sviluppare una forma clinica che è simile alla malattia di Kawasaki ma molto più aggressiva. Si tratta di una infiammazione multiorgano che colpisce spesso il cuore e che abbiamo già rilevato nella seconda ondata tra ottobre e dicembre e che ha portato alcuni bambini in terapia intensiva. Solo nel nostro reparto di Pediatria ospedaliera nelle ultime 3 settimane - continua - abbiamo ricoverato 4 bambini che per fortuna adesso sono stati tutti dimessi. In tutto, però, abbiamo seguito 13 casi nel solo Giovanni XXIII".

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