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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Omicron dilaga

Polveriera carceri, raddoppiano i casi Covid: "Noi con una Ffp2 ogni 16 agenti"

Secondo l'ultimo report del ministero della Giustizia, i detenuti positivi sono 1.532 su un totale di 53.561. La settimana scorsa erano 804. Il sindacato di polizia Spp: "Situazione al limite"

La variante Omicron corre, lo abbiamo capito, velocemente e non guarda in faccia nessuno: vaccinati, guariti da Delta, bambini. C'è una fetta di popolazione che però, pur rientrando nelle statistiche, sfugge forse all'attenzione: chi vive o gravita nelle carceri. L'impennata è stata netta con contagi raddoppiati in pochi giorni e, dall'altro lato, distanziamento sempre più difficile e agenti della polizia penitanziaria che lamentano la mancanza di mascherine Ffp2.

I dati

Secondo il report pubblicato sul sito del ministero della Giustizia e aggiornato a lunedì 10 gennaio, i detenuti positivi sono 1.532 su un totale di 53.561 presenti. Rispetto al totale dei contagiati, 1.501 sono asintomatici, 20 hanno sintomi ma sono curati all'interno dei penitenziari e 11 sono ricoverati in ospedale o strutture sanitarie. I carcerati sono però sono una "medaglia". Ci sono anche i poliziotti. Tra il personale della penitenziaria (36.939 in totale) i positivi sono 1.426, di questi 1.404 sono a casa, 18 in caserma, 4 in ospedale. (Gli assenti ingiustificati dal servizio sono 58). Sul fronte del personale amministrativo, si parla di 70 contagiati su un totale di 4.021 dipendenti (e 24 assenti ingiustificati).

I numeri da soli danno sì la misura del fenomeno. Ma se si guarda il monitoraggio della settimana precedente si può vedere con più chiarezza quanto Omicron abbia sconvolto il mondo carcerario. Il 3 gennaio i detenuti positivi erano 804 su 53.142. Gli agenti della polizia contagiati erano 876 su 36.939. Tra il personale amministrativo si contavano solo 48 casi. 

E andando ancora più indietro nel tempo, il 27 dicembre i detenuti positivi erano solo 510, gli agenti 527. La progressione del contagio è netta e le difficoltà organizzative ben facili da immaginare. E le vaccinazioni non sono invece altrettanto veloci (Nonostante nella prima fase della pandemia  fossero stati inseriti tra le categorie prioritarie).

I sindacati: "Situazione ingestibile"

"Ci sono tutte le premesse perché il 2022 diventi l'anno 'horribilis' delle carceri. In soli 12 giorni: 8 morti, di cui 3 suicidi, un detenuto deceduto a causa delle gravissime ferite provocate dal compagno di cella, un agente morto per Covid; quattro evasi di cui tre ancora ricercati; 3 mila positivi tra detenuti e personale penitenziario; oltre 50 telefonini sequestrati insieme ad un drone”, dice senza mezzi termini il segretario generale del sindacato polizia penitenziaria S.PP.Aldo Di Giacomo.

I problemi sono, prima di tutto, materiali. Il sindacalista denuncia che "una situazione allarmante per i contagi e 1 mascherina Fpp2 ogni 16 agenti". Ci sono poi "clan, organizzazioni criminali e detenuti violenti che vogliono imporre il comando, incrementando le aggressioni e l’arrivo dal cielo di telefonini e droga". 

"Di questo passo - lancia l'allarme Di Giacomo - la situazione del controllo degli istituti per il numero ridotto di agenti  in servizio supererà l’emergenza attuale per diventare impossibile da garantire. Per non  parlare dell’impossibilità di disporre negli istituti di ambienti per l’isolamento dei detenuti  positivi e dell’assoluta carenza di personale medico e specialistico".

Di Giacomo sottolinea che "in un mese i contagi nelle carceri, sicuramente anche per effetto della nuova variante, hanno raggiunto l’incremento del 150%. I focolai più numerosi in atto sono la riprova che specie negli istituti del Nord la diffusione è più rapida rispetto a quelli del Centro-Sud”.

L'associazione Antigone: "Intervenire sul sovraffollamento"

Preoccupazione è espressa dall'associazione Antigone, secondo cui in diversi istituti di pena è saltata la possibilità di separere positivi e negativi per l'assenza di spazi dove spostare proprio chi risulta contagiato. "In altri casi - riferiscono - pare che le direzioni abbiano smesso di fornire mascherine nuove ai reclusi. Aumenta la preoccupazione, anche a fronte di un numero di persone ristrette che, dopo il calo registrato allo scoppio della pandemia, ha ripreso lentamente a salire fino a tornare stabilmente sopra i 54.000 reclusi, a fronte di una capienza ufficiale di 50.000 posti (ma quella effettiva sappiamo essere inferiore per via di reparti chiusi o in ristrutturazione)".

"Il quadro che ci offre questo inizio di 2022 - dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - non è dei migliori. Per questo è importante prevedere misure urgenti per ridurre il sovraffollamento. Ci sono ancora migliaia di detenuti con pene al di sotto dei tre anni e che, perciò, potrebbero accedere alle misure alternative alla detenzione. Bisogna fare in modo che ciò avvenga". 

Clima teso

La situazione rischia di diventare esplosiva. Anche in questo caso, come sta avvenendo per gli ospedali in sofferenza, sarebbe un ritorno al passato. Il 2022 come il 2021 e il 2020. Nell'anno in cui è arrivato il Covid, rivolte durissime erano esplose nelle carceri di tutta Italia: da Modena a Palermo. Proteste anche violente nate per paura di quel che accade fuori, ma anche dei contagi da un lato e delle limitazioni ulteriori dall'altro. Nel gennaio 2021 all'esterno del carcere Pagliarelli di Palermo era comparso uno striscione con scritto: "Garantire distanziamento e rispetto della vita nelle carceri". 

Adesso sembra che il nastro si sia riavvolto, ma con numeri peggiori. Una situazione che rischia di sfociare in scontri, ieri come oggi, se non si prenderanno provvedimenti adeguati.
  

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