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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Crisi economica

Crisi senza pietà: genitori tagliano sulle spese per cure e pappe

I risultati spaventosi di un'indagine condotta su pediatri e genitori: cure limitate allo stretto necessario anche per quanto riguarda quelle primarie e svezzamento anticipato per risparmiare

Negozi che chiudono, aziende che licenziano, imprese che falliscono. E ancora, pensionati in difficoltà e cittadini disperati per la mancanza di lavoro. Tutte situazioni, ormai tristemente solite, causate da una crisi infinita e distruttiva. Quel che è peggio, però, è che il momento di grave incertezza economica non risparmia nemmeno i più piccoli. Da un lato, i genitori che risparmiano su cibo e medicinali. Dall'altro, i pediatri che testimoniano un calo delle spese mediche per curare i bambini

Nell'era dell'austerity, infatti, papà e mamma alle prese con bilanci familiari sempre più a rischio rosso, tagliano dove possono. E dove possono, molto spesso, significa anche sulla salute dei bambini. Tanto che oggi l'80% dei genitori di bambini e ragazzi fra zero e 14 anni ammette di avere difficoltà economiche a garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate ai propri figli, limitandole allo stretto necessario anche per ciò che riguarda quelle primarie.

Oltre la metà, il 54%, limita i controlli diagnostici e specialistici, e il 60% tenta di sforbiciare anche le spese alimentari anticipando lo svezzamento per risparmiare. E' la foto di un'Italia in crisi, scattata da due indagini parallele, condotte su seicento pediatri di famiglia e mille genitori di tutta Italia, diffuse oggi a Milano in occasione della giornata di presentazione di Paido'ss, il nuovo Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza, nato da un'iniziativa di Giuseppe Mele, presidente uscente della Fimp, Federazione italiana medici pediatri.

Sul fronte dei pediatri, invece, l'8% dei camici bianchi teme un calo delle vaccinazioni, e un altro 8% un taglio delle forniture di farmaci e alimenti dedicati soprattutto alle malattie rare. Ancora, spaventano le ripercussioni sull'incremento delle malattie infettive e sullo sviluppo di disturbi comportamentali e psichiatrici sempre più frequenti. Se la crisi morde si guarda anche al prezzo del latte artificiale: il 55% sceglie quello più economico e non segue solo il consiglio del pediatra. E pur di far quadrare i conti, il 35% limita il "baby food". Un quadro davvero preoccupante. 

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