Mercoledì, 3 Marzo 2021
Milano

Dodici giorni "in ostaggio" per una foto sul cellulare: Cristina è libera

Il 24 giugno era stata bloccata dalla polizia in Turchia. La sua storia

E' finito l'incubo per Cristina Cattafesta: l'attivista milanese "in ostaggio" in Turchia dallo scorso 24 giugno, è tornata a casa. Venerdì mattina, la 62enne è atterrata a Milano e ha fatto finalmente ritorno in patria. A dare la bella notizia è stata la sua associazione - il Cisda, coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane - che ha voluto dire semplicemente "grazie a tutti e tutte per la solidarietà".

La storia di Cristina Cattafesta

Cristina Cattafesta era stata fermata in Turchia domenica 24 giugno, nel distretto di Gercu?, dove si trovava insieme a una delegazione proprio del Cisda per svolgere il ruolo di osservatrice internazionale durante le elezioni presidenziali e parlamentari per conto del partito filocurdo Hdp. L'attivista milanese, candidata nel 2016 per il comune di Milano con Basilio Rizzo, era stata bloccata per un controllo in strada ed era stata accusata di fare propaganda terroristica perché sul suo cellulare era stata trovata una sua foto con la bandiera del Pkk, il movimento paramilitare curdo che ad Ankara è considerato a tutti gli effetti un gruppo terroristico.

Dopo un giorno di detenzione, la 62enne era stata prosciolta e liberata e martedì 26 era stata trasferita nel dipartimento immigrazione di Gaziantep per essere rimpatriata. Da quel momento, però, familiari e avvocato non erano più riusciti a mettersi in contatto con lei, tanto che tre giorni dopo era arrivata dall'Italia una disperata richiesta d'aiuto. Venerdì mattina, dopo dodici giorni, la fine dell'incubo.


 

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