Mercoledì, 23 Giugno 2021
La storia / Arezzo

Cristina Rosi si risveglia dopo undici mesi di coma: la sua prima parola è "mamma"

Un arresto cardiaco mentre era incinta aveva provocato gravi danni a lei e sua figlia. Grazie a una raccolta fondi, la donna è stata ricoverata in una clinica specializzata in Austria, dove sta facendo i primi progressi. Il racconto del marito Gabriele

Quasi un anno fa, quando era incinta al settimo mese, Cristina Rosi era stata colpita da un arresto cardiaco che aveva provocato gravi danni sia a lei sia alla sua bambina, Caterina. Da quel momento per lei è iniziato un calvario di cure e riabilitazione neurologiche: undici mesi dopo, all'improvviso, Cristina ha pronunciato la parola "mamma", lievemente e per tre volte. Cristina, originaria com il marito Gabriele della provincia di Arezzo, si trova da due mesi in una clinica austriaca specializzata in riabilitazioni difficili. Sua madre, che da un mese era con lei, e il marito, appena arrivato dalla Toscana, stavano per darsi il cambio quando Cristina ha parlato per la prima volta.

Gabriele è riuscito a far ricoverare Cristina nella clinica austriaca, che si trova nei pressi di Innsbruck, grazie a una raccolta fondi su GoFundMe, che aveva permesso di coprire le spese necessarie. E la situazione della donna sembra migliorare. "Quasi non si riconosce Cristina adesso, è più distesa, le hanno tolto la tracheotomia, attraverso una pompa le stanno somministrando una medicina che dovrebbe portare ad altri progressi fisici e poi l'altra mattina le sue parole, non l'aveva mai dette così", ha raccontato il marito.

La raccolta fondi per aiutare Cristina Rosi

La raccolta fondi continua, visto che il percorso di cura è ancora molto lungo e costoso: 104mila euro ogni tre mesi. Ma è importante che la riabilitazione di Cristina vada avanti: "Qui ogni giorno fa fisioterapie robotiche, poi gradatamente vengono introdotti momenti di logopedia e altre attività, ma piano piano e credo di non essere nemmeno a metà del percorso se è vero come prospettano che vogliono rimetterla in piedi".

Cristina è sveglia, vigile, respira e deglutisce. "La gestione di tutto è molto difficile, ma io mi sono sentito molto fortunato", dice ancora Gabriele, che le è accanto ogni giorno dalle 14 alle 18 e che fra un mese darà nuovamente il cambio alla madre di Cristina, Mirella, tornata in Italia per fare il vaccino.

Gabriele sta portando avanti anche un altra battaglia, quella contro la burocrazia per ottenere il riconoscimento del diritto a un rimborso parziale ma importante dalla Regione Toscana. La struttura riceverebbe dall'Italia la percentuale prevista e così quei soldi versati potrebbero bastare per coprire nove mesi, un tempo congruo secondo la famiglia per le terapie di Cristina. Nel frattempo ci sono i progressi di Cristina: "Anche oggi è stata una giornata positiva - racconta Gabriele - l'ho portata fuori in carrozzina e c'era il sole". 

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