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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Napoli

Nuovi crolli in una domus a Pompei: i restauri bloccati da un ricorso al Tar

La zona interessata era una delle ultime aree del sito archeologico nelle quali deve avviarsi la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei, ma gli interventi sono sospesi a causa di un ricorso

Pompei continua a sgretolarsi sotto i nostri occhi. Nel corso dei sopralluoghi del personale di custodia di questa mattina è stato infatti rilevato il cedimento di una porzione di muro di circa 1,5 mq, pertinente alla parete non affrescata di un cubicolo che affaccia sull'atrio di una domus chiusa al pubblico, nota come la "casa del Pressorio di terracotta", posta sulla via dell'Abbondanza al civico 22 (Insula IV) della Regio I. Sono in corso i sopralluoghi dei tecnici e dei Carabinieri di Torre Annunziata per le verifiche del caso. Lo rende noto la Soprintendenza archeologica di Pompei.

L'area interessata dal crollo, fa sapere la Soprintendenza, "sono le ultime Regiones del sito di Pompei, nelle quali deve avviarsi la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei", il piano messo a punto dal governo Renzi per rafforzare l’efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nell’area archeologica di Pompei mediante la elaborazione di un programma straordinario ed urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro. Gli interventi previsti in quella zona però sono sospesi a causa di un ricorso al Tar. "In tutte le altre Regiones la messa in sicurezza è stata portata a compimento e ha consentito la riapertura di tutte le reti viarie relative, oltre alla restituzione alla fruizione di domus, nella maggior parte dei casi anche restaurate", ricorda la Soprintendenza in una nota.

Crolli e degrado: c'era una volta Pompei

"All'inizio di marzo sarà inaugurata la Regio VII dove sono in corso di rifinitura gli interventi a completamento della messa in sicurezza, e saranno aperte per la prima volta al pubblico le case dell'Orso ferito e di Sirico, quest'ultima oggetto anche di restauro architettonico. Le messe in sicurezza del Grande Progetto Pompei sono lo strumento più efficace di tutela applicata all'intero sito. Il loro completamento, con le Regio I e II, permetterà in futuro di evitare il ripetersi di simili episodi", conclude la Soprintendenza.

La bellezza senza tempo degli scavi di Pompei | Foto Infophoto

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