Crollo Genova, ascoltati i testimoni: "Il ponte si è storto, poi è caduto"

Prima di sgretolarsi, il colosso di cemento "non è caduto nella sua proiezione, si è storto, poi è caduto" ha spiegato il presidente della Commissione ispettiva del ministero. Dai testimoni oculari del crollo arrivano indicazioni importanti. Sfollati, il governo promette di fare in fretta

Circa 300 persone in piazza De Ferrari per la manifestazione chiamata Ponte16100, dal numero di codice avviamento postale di Genova, nata sui social con l'obiettivo di creare un momento collettivo di elaborazione della tragedia del viadotto Morandi, Genova,19 agosto 2018. ANSA/LUCA ZENNARO

Il crollo del ponte a Genova, sotto le cui macerie hanno perso la vita 43 persone, non sarebbe stato causato da un solo elemento scatenante. Un cedimento improvviso provocato da "una serie di concause" e non solo dalla rottura di uno strallo. Potrebbe esserci questo alla base del crollo secondo quanto ricostruito dalla Commissione ispettiva del Mit, dopo il sopralluogo sulle macerie del ponte sul torrente Polcevera.

"Il ponte si è storto, poi è caduto"

Prima di sgretolarsi, il colosso di cemento "non è caduto nella sua proiezione, si è storto, poi è caduto" ha spiegato ieri il presidente della Commissione ispettiva del ministero dei Trasporti, Roberto Ferrazza, specificando che la dinamica della tragedia "non è ancora del tutto chiara" perché "non è chiaro quale sia stato l'innesco".

Ferrazza ha aggiunto che ora ci sarà da lavorare ancora "sul posizionamento e ribaltamento delle macerie considerando che c'è stata una rottura che ha provocato un movimento della struttura non equilibrato". Nei prossimi giorni saranno i tecnici di Autostrade con i consulenti della procura ad effettuare le verifiche propedeutiche alla messa in sicurezza delle parti del ponte Morandi rimaste in piedi. 

Crollo ponte: ascoltati i testimoni

Nelle scorse ore, intanto, sono stati ascoltati una decina di testimoni del crollo. La squadra mobile di Genova ha sentito le persone che il 14 agosto si trovavano lungo il torrente Polcevera. Testimoni che potrebbero dare indicazioni 'visive' che potrebbero rivelarsi molto, molto utili per integrare la ricostruzione degli eventi, affidata ai periti dei pm.

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Tre sarebbero a quel che si apprende le testimonianze particolarmente interessanti che raccontano da punti di vista diversi la tragedia. Oggetto delle testimonianze, tra cui una prima fornita da una donna che si trovava nella zona dell'Ikea, a poche centinaia di metri dal luogo del crollo, e una seconda fornita da un'ex infermiera, sono le differenti percezioni riguardo all'evento e alla caduta del viadotto e al 'ruolo' degli stralli - i tiranti del ponte - al momento del disastro.

Nuovi video: "Si è spezzato un tirante"

Secondo il Corriere della Sera esistono alcuni video, tre per l'esattezza, che mostrerebbero la strada che cede ai due lati della campata e il pilone che si spezza facendo collassare l’intera struttura. Le immagini in questione sarebbero tratte da dispositivi di sicurezza di aziende private, posizionati a distanze e angolazioni diverse rispetto al viadotto. 

Sfollati, bisogna fare in fretta

Domenica il premier Conte ha promesso agli sfollati che il governo farà "in fretta" per "dare una dimora a tutte queste persone". E il governatore della Liguria, Giovanni Toti ha spiegato che già oggi verrano consegnati i primi 15 appartamenti agli sfollati. Alloggi di proprietà della Regione e del Comune.

In un mese circa secondo Toti l'emergenza abitativa dovrebbe essere risolta. I ponti, intanto, continuano a fare paura. Ieri pomeriggio i vigili del fuoco di Genova sono intervenuti per la verifica del ponte del Lagaccio. Un abitante della zona ha segnalato che il ponte risultava sceso nella parte mediana. Il capo squadra, con il benestare del geometra dell'incolumità pubblica, ha così disposto di alleggerire il transito dei mezzi, ponendo un senso unico alternato e vietando il transito dei mezzi di massa superiore ai 75 quintali, ad esclusione dei mezzi AMT. Leggi su GenovaToday

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