Giovedì, 25 Febbraio 2021
Genova

Genova il giorno dopo: almeno 39 morti, si scava alla ricerca di superstiti

Al lavoro un migliaio di soccorritori tra vigili del fuoco, tecnici sanitari e forze dell'ordine, con l'unico obiettivo di tirare fuori dalle macerie quanti più sopravvissuti possibili

ANSA/ZENNARO

Si continua a scavare sotto le macerie del viadotto sulla valle Polcevera, conosciuto anche come Ponte Morandi, crollato ieri poco prima di mezzogiorno. Il bilancio, ancora in aggiornamento, è di almeno 39 morti accertati secondo la Prefettura. In una città ammutolita e in una Val Polcevera immersa nel buio, tra le luci dei mezzi d'emergenza, sono andati avanti tutta la notte senza sosta gli scavi sotto le macerie. Stanno operando circa un migliaio di soccorritori tra vigili del fuoco, tecnici sanitari e forze dell'ordine, con l'unico obiettivo di tirare fuori dalle macerie quanti più sopravvissuti possibili. 

Si scava sotto le macerie: "Scenario difficilissimo"

"Lo scenario che si è configurato fin dalle prime ore è stato uno scenario difficilissimo - ha raccontato uno dei tecnici del centro operativo membro del team di maxi emergenza - colonna mobile - del 118 di Genova al lavoro in queste ore nella zona del disastro e tra i primi ad arrivare sul posto - ci siamo occupati di mettere in piedi un centro medico avanzato entro la prima ora. La difficoltà di questo scenario era la multifocalità: 5 aree completamente separate tra di loro in cui operare con azioni completamente diverse". "Sulla sponda destra - ha ribadito il tecnico - il lato via Fillak sotto il ponte, area piana e zona di ferrovia con cavi elettrici divelti. Poi il cumulo di macerie che ha richiesto un enorme lavoro in corda dei vigili del fuoco e pazienti intrappolati. Lo scenario del greto del torrente. Nei primi minuti abbiamo soccorso una quindicina almeno di pazienti vivi. Parliamo di un salto di 50metri, di norma si va in codice rosso per una caduta da tre metri, figuriamoci così. Io so quello che ho visto, persone sopravvissute dopo un impatto del genere".

Secondo testimonianze sotto i quasi 200 metri di cemento del viadotto crollato, che si è abbattuto anche su un capannone in parte divelto e su un deposito Amiu (la municipalizzata dei rifiuti del comune all'interno della quale si temono ulteriori dispersi) si sentirebbero voci e richieste d'aiuto. E qui, sulla sponda di via Argine Polcevera, che è stato estratto il corpo di una delle vittime più giovani, un bambino di 10 anni che viaggiava in auto con la mamma e il papà su uno dei veicoli precipitati dal viadotto, nel vuoto per 50metri.

Sono decine i feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. All'ospedale Galliera di Genova la ferita più grave è una donna di 41 anni che si trova in rianimazione dopo un lungo intervento eseguito da una doppia equipe, chirurgica e ortopedica: presentava profonde ferite da schiacciamento e da urto.

La Protezione civile ha attivato il numero verde 800 640 771. Per informazioni e segnalazioni su persone disperse è possibile contattare lo 010 5360637 oppure 010 5360654.

La procura di Genova ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo a carico di ignoti per accertare le cause di quella che il Procuratore Francesco Cozzi ha definito "una tragedia immane e insensata". 

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Nessun episodio di sciacallaggio

"Da ieri sera e durante tutta la notte sono stati predisposti servizi di vigilanza dinamica per prevenire episodi di sciacallaggio nelle case evacuate che per fortuna non ci sono stati''. E' quanto sottolinea all'Adnkronos il dirigente dell'ufficio prevenzione generale soccorso pubblico della Questura di Genova Alessandra Bucci in merito alle misure adottate per prevenire episodi di sciacallaggio dopo il crollo del Ponte Morandi sull'autostrada A10 a Genova che ha costretto numerose persone ad abbandonare le proprie abitazioni che si trovavano nei pressi del luogo del disastro . "I servizi di vigilanza -aggiunge- sono stati effettuati sia dalla polizia che dai carabinieri anche per evitare che le persone evacuate tentassero di entrare negli edifici esponendosi a pericoli''. Per quanto riguarda la situazione dei soccorsi Bucci conclude: "Sul posto ci sono i vigili del fuoco che stanno lavorando con mezzi specializzati per rimuovere più massi possibili dal luogo dell'incidente. Non sappiamo ancora quante persone ci siano ancora sotto le macerie''.

Oice: "Serve mappatura rischi"

L'Oice, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, esprime il suo "profondo cordoglio" per l'immane tragedia di Genova: "Occorre lasciare alle autorità competenti il tempo per fare luce su quanto avvenuto per stabilire le eventuali responsabilità; non è il tempo delle congetture ma del cordoglio. Tragedie come quelle di Genova testimoniano di un Paese infrastrutturato oltre 50 anni fa, quando era diverso per dinamiche di trasporti e per demografia", rileva Scicolone. "Occorre quindi pensare ad imponenti investimenti in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria, così come di prevenzione. Ci sono le tecnologie, anche digitali, per farlo e sono molte le competenze da mettere in campo", rileva.

Genova, le proteste dopo il crollo: "Avevamo paura che crollasse" 

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"Allo stesso tempo occorre andare avanti nell'ammodernamento delle nostre infrastrutture: "bisogna essere consapevoli - continua Scicolone - che la manutenzione non può rappresentare l'unica soluzione ed è spesso necessario anche poter pensare, con scelte coraggiose e lucide, di sostituire l'esistente", sottolinea il presidente dell'Oice. "Non possiamo continuare - rileva - a rimanere schiavi della paura del malaffare, che ci fa annaspare nel mettere in campo le risorse necessarie per rendere il nostro paese, del quale conosciamo la vulnerabilità, sia per quanto attiene ai sismi che alle devastazioni delle alluvioni, più sicuri. Negli ultimi anni è come se il nostro paese ci stesse ricordando le proprie fragilità. Allora risulta fondamentale disporre di una estesa mappatura dello stato di salute delle infrastrutture e dei diversi rischi che purtroppo le caratterizzano dal punto di vista sismico, idrogeologico, idraulico e geomorfologico".

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