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Giovedì, 20 Giugno 2024
Il processo / Genova

Ponte Morandi, i pm: "Anche anziani davanti ai cantieri avrebbero visto i problemi"

L'udienza preliminare per il crollo del 14 agosto 2018 che ha causato 43 vittime. L'accusa: "Nessuno dal 1992 è intervenuto sulle pile 9 e 10. Anche se erano noti i problemi. Chiunque avrebbe dovuto rendersi conto..."

Dopo un mese di stop è ripresa a Genova l'udienza preliminare del maxi processo sul crollo del Ponte Morandi, il 14 agosto del 2018, in cui persero la vita 43 persone. La parola oggi ai pm Massimo Terrile e Walter Cotugno, che illustrano le posizioni dei 59 imputati - ex manager di Aspi, Spea e del ministero dei Trasporti - in vista della richiesta di rinvio a giudizio. Per l'accusa Aspi era a conoscenza dell'ammaloramento della struttura dagli anni '90, quando vennero effettuati i lavori sulla pila 11, sottolineando che nessun manager della società avrebbe fatto qualcosa per evitare il crollo del viadotto autostradale.  

"Anche un pensionato che guarda i cantieri si sarebbe accorto dei problemi che aveva il ponte Morandi. Avrebbe capito che quando parte un fenomeno corrosivo questo non si ferma se non si interviene - dicono i pm - Nessuno dal 1992 è intervenuto sulle pile 9 e 10. Anche se erano appunto noti i problemi. Chiunque avrebbe dovuto rendersi conto che la condizione delle pile era critica e avrebbe dovuto attivarsi e proporre interventi di manutenzione pari a quelli fatti sulla pila 11". 

I pubblici ministeri rispondono alla contestazione da parte di alcuni legali sulle iscrizioni tardive nel registro degli indagati. Subito i magistrati avevano indagato 20 persone che avevano partecipato al primo incidente probatorio, quello che fotografava lo stato del viadotto al momento del rollo. Successivamente erano state indagate altre persone che non vi avevano preso parte. "Non abbiamo fatto iscrizioni a caso. Non lanciamo volantini da un aereo. E le due società non hanno collaborato fornendoci gli organigrammi incompleti".

"Mi aspetto che, dopo questo lavoro approfondito, vengano rinviati a giudizio tutti gli imputati", commenta Egle Possetti, portavoce del comitato dei parenti della vittime del Ponte Morandi. "E' un lavoro gigantesco - dice - e quello che viene ribadito è quello che noi pensiamo dal primo giorno. Questa è carta che canta, sono dati ed elementi che non possono essere ignorati. Dal nostro punto di vista di parenti che aspettano sono momenti molto coinvolgenti e molto importanti".

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