Domenica, 9 Maggio 2021
Italia

Cucchi, l'appello del generale dei Carabinieri Nistri: "Chi sa parli"

Il generale Nistri, intervistato da Bruno Vespa sul caso Cucchi a Porta a porta si è rivolto ai militari dell'Arma: "Un carabiniere ha il dovere morale prima ancora di giuridico di dire la verità e la deve dire subito". Domani l'incontro con Ilaria Cucchi

L'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, mostra delle foto durante il dibattimento del processo d'appello per la morte di Stefano Cucchi. Era il 31 ottobre 2014. FOTO ANSA/ANGELO CARCONI

"Chi sa parli": così il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri, si rivolge ai militari, parlando in un intervista in tv del caso di Stefano Cucchi, il geometra romano morto dopo l'arresto. Proprio il generale Nistri incontrerà insieme al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi inseme all’Avvocato Fabio Anselmo. L'incontro fortemente caldeggiato del ministro Trenta arriva dopo le scottanti rivelazioni avvenute nel processo bis.

L'arresto, la morte e l'odissea in tribunale: le tappe del caso Cucchi 

Il generale Nistri, intervistato da Bruno Vespa sul caso Cucchi per la trasmissione di Porta a porta rivolgendosi ai militari dell`arma, ha detto: "Chi sa parli".

Il generale ha aggiunto di essere "lieto che uno dei militari presenti quella sera (il brigadiere Tedesco n.d.r) abbia detto la sua verità"

"Questo vuol dire che questa verità adesso potrà entrare a pieno titolo nel processo insieme con tutte le altre evenienze che sono state accertate nel frattempo dall'autorità giudiziaria, e dunque questo sarà un passo in più verso una definizione della vicenda".

Nistri ha altresì assicurato che l'istruttoria disciplinare nell'Arma andrà avanti ad ogni livello: "Intanto siamo lieti che l'autorità giudiziaria stia procedendo perché infine si avrà una perimetrazione completa delle responsabilità. Che si tratti di responsabilità commissive piuttosto che di responsabilità omissiva nei controlli eventualmente piuttosto che in altre ipotesi anche diciamo di disattenzione o di agevolazione".

"Un carabiniere ha il dovere morale prima ancora di giuridico di dire la verità e la deve dire subito. Quindi questa è l'occasione. Chi sa parli. Perché un carabiniere deve rispettare il proprio giuramento se vuole essere un carabiniere. Chi esce da questa regola e viene ritenuto responsabile di gravi fatti non è degno di indossare la divisa".

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