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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Caso Cucchi, accordo famiglia-ospedale su risarcimento danni

"Quei medici hanno fatto gravissimi errori ma devono esser assicurati alla giustizia coloro che lo hanno pestato", dice la sorella Ilaria

ROMA - La famiglia di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni arrestato per droga il 16 ottobre del 2009 e deceduto al Sandro Pertini sei giorni dopo, otterrà un risarcimento dallo stesso ospedale romano.

Le parti, dopo una trattativa durata alcuni mesi, hanno raggiunto un accordo sulla quantificazione del danno. Lo si apprende proprio oggi, a quattro anni dalla morte del giovane.

La sentenza del 5 giugno scorso della corte d'assise di Roma aveva sancito la responsabilità dei medici del Pertini, condannati tutti per omicidio colposo (un anno e quattro mesi di reclusione per Silvia Di Carlo, Flaminia Bruno, Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite e due anni per il dirigente Aldo Fierro) ad eccezione di Rosita Caponetti (8 mesi per falso), ritenendo evidente "un loro contributo causale alla verificazione dell'evento morte di Stefano Cucchi".

Per questo motivo era stata fissata una provvisionale (un anticipo) a titolo di risarcimento dei danni subiti dalla famiglia della vittima. Con questo accordo, però, viene meno ogni rapporto civilistico tra i Cucchi e l'ospedale Pertini. "Faremo appello soltanto sulle assoluzioni dei tre agenti di polizia penitenziari - spiegano i difensori della famiglia - mentre sarà la procura di Roma a impugnare la pena inflitta ai medici, insistendo sul reato piu' grave di abbandono di persona incapace".

L'intesa è stata formalizzata dall'avvocato Fabio Anselmo per conto della famiglia Cucchi con i legali del nosocomio capitolino. Grande riserbo sulle cifre in ballo, anche perché devono essere definiti gli ultimi dettagli. Secondo quanto si è appreso, domani o al massimo fra due giorni, saranno apposte le ultime firme. Fatto sta che il risarcimento del danno porterà a una sorta di "contrazione" degli atti d'appello. Non ci sarà più la parte civile nei confronti dei medici (gli unici condannati, cinque su sei per omicidio colposo), mentre la famiglia Cucchi (padre, madre, sorella e nipoti) appellerà la parte della sentenza con la quale la III Corte d'assise di Roma assolse gli agenti della polizia penitenziaria. Secondo l'accusa, Stefano Cucchi era stato 'pestato' nelle celle di sicurezza della Citta' giudiziaria di Roma (dove si trovava in attesa dell'udienza di convalida del suo arresto per droga) e i medici del 'Pertini' lo avevano abbandonato a se stesso. Per la Corte – si legge nella sentenza di primo grado – il giovane mori' di malnutrizione.

"Quei medici hanno fatto gravissimi errori, ma devono esser assicurati alla giustizia coloro che lo hanno pestato", ha commentato Ilaria Cucchi.

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