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Domenica, 16 Giugno 2024
Il naufragio / Crotone

Cutro, trovati altri 5 cadaveri: due sono bambini

Salgono a 35 i minorenni morti nel naufragio. Sono invece 86 le vittime accertate. E oggi il decreto sui migranti arriva in Senato

Altri cinque corpi senza vita sono stati trovati nell'area del naufragio di migranti avvenuto il 26 febbraio scorso a Steccato di Cutro (Crotone). Si tratta di un bambino tra i 7 e gli 8 anni, di una bimba di 3 anni e di tre adulti, due uomini e una donna, di cui ancora non si conosce l'età. Il corpo del piccolo è stato individuato a Praialonga. Sale così a 35 il numero dei minori deceduti nel naufragio e diventano 26 quelli compresi nella fascia d'età tra 0 e 12 anni.

Sono invece 86 le vittime accertate nel naufragio. Sul luogo degli ultimi ritrovamenti si sono recati il medico legale e gli esperti della polizia scientifica per l'accertamento dell'età delle vittime.

Naufragio di Cutro, trovato cadavere di un uomo in mare tra Steccato di Cutro e Praialonga_ è l'81esima vittima-2

Migranti, oggi il decreto arriva in Senato

E intanto parte oggi in commissione affari costituzionali al Senato l'esame del nuovo decreto sui migranti, varato dal Consiglio dei ministri a Cutro. Occhi puntati in particolare su eventuali modifiche alle misure sulla protezione speciale umanitaria. Il nodo del decreto flussi riguarda l'eliminazione della protezione speciale per i vincoli familiari del richiedente asilo. L'articolo 7 del testo pubblicato in Gazzetta ufficiale, voluto fortemente della Lega, è stato oggetto di un'interlocuzione tra Quirinale e governo.

Il Colle, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe portato avanti una "moral suasion" nei confronti di Palazzo Chigi per ammorbidire la norma che cancella la possibilità di espellere una persona "qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare". Intanto sempre oggi, alle ore 15, nell'aula della Camera ci sarà il question time del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla tragedia di Cutro, ma anche su altri temi come il salario minimo e il Mes.

Una soluzione per una versione del testo meno dura, da realizzare in sede di conversione in legge del decreto, vedrebbe disponibili Fratelli d'Italia e Forza Italia, anche sulla base dei numeri: nel 2022 la norma, rinforzata dal governo Draghi, aveva permesso l'emersione dalla clandestinità di circa 10mila persone, numeri consistenti che ora tornerebbero a non avere possibilità di essere regolarizzati. La norma, la cui eliminazione è stata inserita all'ultimo momento nel testo del decreto, prevedeva che si tenesse conto "della natura e dell'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese". La cancellazione della protezione speciale per i migranti era invece contenuta nella proposta di legge della Lega presentata alla Camera e poi ritirata.

Il rischio prospettato nei dubbi del Colle era che immigrati in attesa dell'esame sulla domanda di protezione internazionale rischiassero l'espulsione da un giorno all'altro. La Lega, secondo fonti parlamentari del partito, intende presentare emendamenti a largo raggio: ci saranno proposte di modifica che a fine gennaio erano state dichiarate inammissibili per estraneità di materia durante l'esame del dl ong (c'era anche una stretta sui ricongiungimenti familiari e sulle procedure per la protezione internazionale dei rifugiati), nonché emendamenti in linea con la proposta di legge che il leghista Igor Iezzi ha presentato alla Camera per reintrodurre i decreti sicurezza.

Alla luce anche dei dubbi del Quirinale, nonché del quadro europeo, fonti parlamentari di FdI osservano che difficilmente ci saranno modifiche in senso restrittivo, ferma restando la dialettica parlamentare, sia sul decreto si sulla proposta di legge della Lega. "La protezione speciale umanitaria è un tema molto delicato su cui è in corso una valutazione e un approfondimento da parte del governo", ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

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