Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Dalle foto con i cadaveri al processo 'gogna', l'ex infermiera di Lugo: "Rivoglio il mio lavoro"

Daniela Poggiali era stata condannata all'ergastolo in primo grado ma il 7 luglio scorso la Corte d'Appello del tribunale di Bologna aveva ribaltato il giudizio. "Non sono un'assassina". L'intervista a Mattino 5

Daniela Poggiali l’ex presunta infermiera killer di Lugo (Ravenna) assolta in secondo grado dall’accusa di aver ucciso una paziente di 68 anni con un’iniezione di cloruro di potassio, è stata ospite, oggi lunedì 11 settembre, nella prima puntata della nuova stagione di "Mattino Cinque"

La donna era stata condannata all’ergastolo in primo grado  ma il 7 luglio scorso la Corte d'Appello del tribunale di Bologna aveva ribaltato il giudizio.

Il processo: "Il fatto non sussiste"

“Non sono quel serial killer per cui sono stata dipinta in modo veramente orribile sulla carta stampata in tutto il mondo, e finalmente posso dire che giustizia è fatta, perché io non ho ucciso Rosa Calderoni e la corte d’appello di Bologna mi ha assolto perché il fatto non sussiste. Rosa Calderoni - spiega Daniela Poggiali - è morta di morte naturale, come io ho sempre detto mentre ero in carcere.  E vorrei finalmente che la gente capisse questo e non mi collegasse sempre al fatto di quei due scatti fotografici” .

Le fotografie con i cadaveri: "Stress lavorativo"

Daniela Poggiali era diventata nota alla cronaca per essersi fatta fotografare accanto ai cadaveri di alcuni pazienti deceduti all’interno del suo reparto.

“Vorrei subito chiarire – afferma la signora Poggiali – che quelle foto non sono selfie come è sempre stato detto, ma sono proprio due scatti fotografici fatti da una mia ex collega di lavoro. Sono due scatti fotografici  brutti e irrispettosi, immorali, per i quali però io ho già pesantemente pagato con il licenziamento nel posto di lavoro. Mi sono scusata tramite il mio avvocato  con i famigliari della signora, di più non posso fare se non dire che in un particolare contesto lavorativo, dove io lavoravo in quel periodo, molto stressante soprattutto a livello emotivo, dove sei sempre a contatto con la morte, la sofferenza tutti i giorni e il dolore".

"Uno può fare un atto che può sembrare stupido, immorale, irrazionale ma non c’è niente di malvagio come hanno voluto far passare. Quei due scatti sono due scatti brutti, intimi, fatti da una collega a me, ma che rimangono lì  - spiega Daniela Poggiali in diretta tv - li ho riguardati tante volte quegli scatti, sono stati fatte così, in un momento in cui io scherzavo con la mia collega, lei scherzava con me. Non ci siamo rese conto neanche noi che stavamo facendo una cosa brutta.”

L'infermiera sorride con una paziente morta: gli scatti incriminati

“Non è un’abitudine scherzare - aggiunge la Poggiali -  però quando fai una professione infermieristica e medica devi comunque cercare un modo per allontanare un po’ il dolore, per non portartelo sempre dietro e a casa, perché altrimenti rischi di essere sopraffatto da questo dolore. Quindi a volte uno fa una battuta, dice una cosa o può fare un gesto che può sembrare brutto e irrispettoso, ma è un modo per  stemperare un po’ la tensione che c’è, a livelli allucinanti, nei reparti di medicina e non solo quando sei a contatto sempre con il dolore della persona che tu devi assistere, ma che comunque non devi portarti dentro o farti coinvolgere troppo. Quindi magari, a volte, uno può fare una battuta o può fare un gesto che magari può sembrare irrispettoso”.

L'ex infermiera: "Vorrei tornare al mio lavoro"

La donna conclude il collegamento con lo studio, affermando che le piacerebbe tornare al suo lavoro: "Mi piacerebbe molto, si, perché l’ho sempre fatto e l’ho sempre fatto anche molto bene. Mi piacerebbe tornare a farlo se mi verrà data la possibilità"

In merito ad altre accuse che pesano sul capo della donna come il rinvio a giudizio per il decesso di un altro paziente (il 95enne Massimo Montanari) e l’accusa di furto ai danni di pazienti ricoverati, l’infermiera commenta: "Dico che aspetto serenamente il decorso della giustizia. Io mi sono sempre difesa nel dire che sono innocente su questi capi di imputazione e rimango serena perché non ho fatto quello che mi viene contestato e nient’altro. Io non ho rubato, io non ho dato lassativi di proposito, io non ho fatto tutto quello di cui sono stata accusata in quel momento e aspetto che la giustizia faccia il suo corso. Adesso ho avuto giustizia a Bologna per il caso di Rosa Calderoni, credo che serenamente l’avrò anche nei procedimenti successivi”.

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