Lunedì, 12 Aprile 2021

Daniele Nardi disperso sul Nanga Parbat, tutte le incognite delle ricerche

L'alpinista italiano è disperso sulla "montagna assassina" da più di una settimana: le spedizioni di soccorso non hanno trovato tracce di Daniele e del compagno di scalate Tom Ballard, ma solo slavine e neve fresca

Daniele Nardi in una delle ultime immagini che l'alpinista

Dispersi: nessuna traccia dell'alpinista italiano Daniele Nardi e il compagno di scalate Tom Ballard che dal 24 febbraio scorso sono scomparsi tra le nevi del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo ma anche la più temibile. 

Le autorità pakistane hanno interrotto le ricerche per qualche ora. Il segretario del Club Alpino del Paese asiatico, Karrar Haidri, ha spiegato che l'esercito pakistano, le famiglie e gli amici degli scalatori hanno fatto tutto il possibile, ma senza risultati.

La cruda realtà è che ormai nessuno nutre più speranze di trovare in vita lo scalatore di Sezze e l'alpinista britannico. 

Stefano Pontecorvo, ambasciatore italiano in Pakistan spiega come giovedì "AlexTxikon e la sua squadra si concentreranno nuovamente sullo sperone di Mummery" sia andando "a piedi che con gli elicotteri" per cercare i due alpinisti: "Le ricerche di Nardi Daniele e Tom Ballard continuano domani".

Era il 24 febbraio quando Nardi e Ballard - via telefono - hanno comunicato la loro ultima posizione spiegando di aver raggiunto quota 6.300 metri, con condizioni meteo avverse tra nebbia, nevischio e raffiche di vento. Poi più nulla.

Tom Ballard e Daniele Nardi hanno tentato di salire il Nanga Parbat lungo il pericoloso Sperone Mummery, una via "direttissima" verso la vetta della montagna assassina mai tentata prima. Un percorso non solo difficile, ma pericoloso a causa dei seracchi che sovrastano il muro verticale di ghiaccio e roccia. 

Daniele Nardi Tom Ballard, Nanga Parbat-3

È probabile che sia avvenuto un incidente proprio quel giorno. Dopo le valanghe scese nei giorni successivi e le nevicate è stato impossibile anche solo trovare tracce dei due alpinisti anche e nonostante l’uso dei droni.

Prezioso il lavoro svolto dal team di Alex Txikon e i suoi altrettanto generosi compagni che tuttavia hanno dovuto gettare la spugna dopo essere stati aviotrasportati sul Nanga Parbat dalle pendici del K2 dove si trovavano per tentare la prima invernale dell’unico Ottomila ancora non salito nella stagione più fredda.

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Txikon e compagni hanno fatto in poche ore il lavoro che a piedi avrebbe richiesto giorni, ma dopo l’ultima - infruttuosa - esplorazione ai piedi della via Kinshofer, hanno fatto ritorno al campo base.

Negli ultimi giorni sono stati esplorati anche altri itinerari attrezzati nell’ipotesi che fossero stati utilizzati dai due alpinisti, ma senza esito. Ai piedi dello Sperone Mummery, Alex Txikon hanno raggiunto il posto dove Tom e Daniele avevano collocato campo 2, trovandolo sepolto da una valanga. Lì hanno recuperato alcuni effetti personali che i due alpinisti avevano lasciato. Le ultime tracce di Daniele.

Dal campo base il telescopio puntato sullo sperone Mummery sperando in un segno, un dettaglio, che possa rinfrancare i soccorritori.

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