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Sabato, 29 Gennaio 2022
La svolta

Professore universitario ucciso a Tarquinia, l'assassino confessa: "Gli ho sparato io"

Claudio Cesaris, 68 anni, ha confessato di avere sparato a Dario Angeletti martedì 7 dicembre durante un incontro nell'auto della vittima

Claudio Cesaris, l’ex funzionario tecnico universitario di 68 anni arrestato per l'omicidio del biologo marino Dario Angeletti, docente dell’Università della Tuscia, ha confessato.

Stando a quanto riportato dall’Agi, Cesaris ha ammesso di avere puntato la pistola alla testa di Angeletti, 50 anni, e di aver fatto fuoco: un delitto non premeditato, avrebbe detto il 68enne, ma il movente alla base dell’omicidio sarebbe passionale. Gli inquirenti hanno infatti ricostruito una precedente relazione di Cesaris con una studentessa diventata poi ricercatrice. La donna dopo la fine della storia avrebbe stretto amicizia con Angeletti, scatenando la gelosia di Cesaris.

Il professore universitario è stato trovato morto martedì pomeriggio nel parcheggio del camper delle Saline, alla periferia di Tarquinia, con una ferita da arma da fuoco alla tempia. Le indagini dei carabinieri si erano subito concentrate sulle conoscenze personali e professionali del biologo, e il nome di Cesaris, suo ex collega, era emerso attraverso una serie di accertamenti tecnici che lo collocavano sul luogo del delitto nell’orario in cui è avvenuto, primo tra tutti quello relativo alla presenza della sua auto in zona, ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Anche i tabulati telefonici e l’analisi delle celle confermano la presenza del 68enne nei pressi del parcheggio in cui Angeletti è stato ucciso.

Chi è Claudio Cesaris

Originario di Pavia, da qualche mese Cesaris si era trasferito in provincia di Viterbo, a San Donato Cimino: ex funzionario tecnico in pensione dell'Università di Pavia, aveva deciso di cambiare vita forse anche alla luce della fine della relazione. Quando i carabinieri hanno perquisito la sua abitazione, nei giorni successivi all’omicidio, l'uomo ha accusato un malore ed è stato ricoverato all’ospedale Belcolle di Viterbo, dove è arrivato anche il provvedimento di fermo.

La ricostruzione del delitto

A pochi giorni dal delitto che ha scioccato la Tuscia sembra quindi arrivata la conferma dei sospetti degli inquirenti. Una prima ricostruzione è che Cesaris abbia dato appuntamento ad Angeletti nel parcheggio isolato vicino al Centro ittiogenico dell’Unitus, forse chiedendo un confronto. Il biologo ha accettato, e quando è arrivato nel parcheggio Angeletti sarebbe salito sulla sua auto armato di pistola (possiede un regolare porto d’armi) puntandogliela alla testa e facendo fuoco. La ferita alla tempia destra lascia pensare che lo sparo sia partito nei primissimi istanti dell’incontro, ma come detto Cesaris ha confessato agli inquirenti di avere sì ucciso Angeletti, ma di non averlo premeditato. 

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