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Sabato, 25 Giugno 2022
Salvi per un pelo / Verbano-Cusio-Ossola

Dario Prezioso, il turista "miracolato" che non è salito sulla funivia con il figlio 

L'uomo non è potuto salire insieme al bimbo di 6 anni perché la cabina era già completa. Mentre stavano andando via hanno sentito le sirene: "Mi si è gelato il sangue, potevamo esserci noi"

''Quando siamo arrivati sul punto di salire la cabina era già al completo, soltanto per questo motivo non siamo saliti'': si sente ''miracolato'' Dario Prezioso, il turista che, insieme al figlio, è andato ad un passo dal salire sulla funivia che porta al Mottarone, poi precipitata nel vuoto nella giornata di ieri, domenica 23 maggio. 

Su quella maledetta funivia, costata la vita a 14 persone, ci poteva essere anche Dario insieme al suo bimbo: "Quando ho sentito la notizia della funivia caduta sul Mottarone mi si è gelato il sangue: in quella cabina potevamo esserci io e il mio bambino di sei anni. Avevo deciso di portare il mio bambino ad Alpiland dove c’è una pista di bob ma per una serie di miracolose coincidenze quando siamo arrivati a prendere la funivia, la cabina che si è schiantata era già al completo e quindi non siamo potuti salire ma eravamo i prossimi e quindi ci siamo fermati ad aspettare la cabina successiva che non abbiamo mai preso".

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L'uomo ha raccontato anche di aver visto, nei pressi della biglietteria, tutte quelle persone che hanno perso la vita nello schianto della cabina: "Le persone che si trovavano sulla cabina caduta le avevamo incontrate in coda per i biglietti e avevano anche scambiato qualche parola poi mentre, in attesa nella stazione intermedia, stavo spiegando a mio figlio come funziona la funivia ho sentito un colpo e ho visto un cavo cadere mentre la cabina che stava scendendo si è immediatamente bloccata. A quel punto ho pensato che lo stesso fosse accaduto alla cabina che stava salendo, ma purtroppo, ho scoperto poi, così non è stato".

"Subito dopo ci hanno riportato a terra, ci hanno rimborsato il costo del biglietto e io e mio figlio ci siamo allontanati fino a raggiungere una pizzeria sul lago. Mentre andavamo via abbiamo sentito alcune sirene. ‘Un po’ strano’ ho pensato per un cavo che si è rotto e solo mentre ero in pizzeria ho scoperto cosa era accaduto. In quel momento - conclude Dario Prezioso - mi si è gelato il sangue".

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