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Domenica, 28 Novembre 2021
ECONOMIA

Dramma disoccupazione giovanile, è al 39,5%

I dati dell'Istat: disoccupazione ferma al 12% a luglio, ma tra i giovani è record. E si accentua il calo del lavoro atipico già registrato nei primi tre mesi dell’anno

ROMA - La rilevazione trimestrale dell'Istat sull'occupazione non fa certo sorridere il nostro Paese. Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre è pari al 12,0%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima.

Per gli uomini l’indicatore passa dal 9,8% all’attuale 11,5%; per le donne dall’11,4% al 12,8%. Il numero dei disoccupati, pari a 3.075.000, è in ulteriore aumento su base tendenziale (13,7%, pari a +370.000 unità). L’incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre la metà dei casi le persone con almeno 35 anni. Il 55,7% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più.

Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 39,5% a luglio secondo i dati provvisori dell’Istat. Aumenta di 0,4% punti rispetto al mese precedente e di 4,3 punti sul 2012. Nel secondo trimestre tra i 15-24enni il tasso sale al 37,3% (+3,4 punti), con un picco del 51% per le giovani donne del Mezzogiorno.

LA STORIA - SENZA CASA E LAVORO, FAMIGLIA VIVE IN UNA CAPANNA

Dopo sette trimestri di discesa, torna ad aumentare il numero di inattivi 15-64 anni (+1,2%, pari a 172.000 unità), a motivo sia di quanti cercano lavoro non attivamente sia di quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare. L’aumento in più di nove casi su dieci riguarda gli uomini, e coinvolge soprattutto i giovani di 15-34 anni.Per il secondo trimestre consecutivo, e con maggiore intensità, cala il lavoro a termine (-7,2%, pari a -177.000 unità), cui si accompagna la nuova diminuzione dei collaboratori (-7,0%, pari a -32.000 unità).

"UN ACCONTO SULLA PENSIONE PER CHI PERDE IL LAVORO"

Nel secondo trimestre si accentua la diminuzione su base annua del numero di occupati (-2,5%): sono calati di 585.000 unità. Il calo si concentra soprattutto nel Mezzogiorno (-5,4%, pari a -335.000 unità). Lo rileva l’Istat. La riduzione degli uomini (-3%, pari a -401.000 unità) si associa a quella delle donne (-1,9%, pari a -184.000 unità). Al persistente calo degli occupati più giovani e dei 35-49enni (rispettivamente -532.000 e -267.000 unità) continua a contrapporsi la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+214.000 unità).

L'ANALISI - LA CRISI E' DAVVERO FINITA?

Prosegue inoltre la riduzione tendenziale dell’occupazione italiana (-581.000 unità), mentre si arresta la crescita di quella straniera (-4.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2012, tuttavia, il tasso di occupazione degli stranieri segnala una riduzione di 3,5 punti percentuali a fronte di un calo di 1,2 punti di quello degli italiani. Nell’industria in senso stretto prosegue la flessione dell’occupazione, con una discesa tendenziale del 2,4% (-111.000 unità), cui si associa la più marcata contrazione di occupati nelle costruzioni (-12,7%, pari a -230.000 unità). Per il secondo trimestre consecutivo, e a ritmi più sostenuti, l’occupazione si riduce anche nel terziario (-1%, pari a -154.000 unità). Non si arresta il calo degli occupati a tempo pieno (-3,4%, pari a -644.000 unità rispetto al secondo trimestre 2012), che in quasi metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,5%, pari a -312.000 unità). Gli occupati a tempo parziale aumentano in misura minore rispetto al recente passato (1,5%, pari a +59.000 unità); peraltro la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario.

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