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Lunedì, 6 Dicembre 2021
CRISI E LAVORO

Mai così tanti disoccupati in Italia: sono quasi 3 milioni

Il tasso di disoccupazione giovanile schizza al 36,5%: secondo l'Istat si tratta del dato più alto mai avuto tra gli under 25. Tre milioni i precari. Boom di part time

ROMA - Disoccupazione mai così alta in Italia, con un record storico negativo registrato nel mese di ottobre per quella giovanile. Secondo i dati provvisori forniti dall'Istat, il tasso dei senza lavoro è schizzato al 36,5% per gli under 25, superando il dato più alto dal gennaio 2004 e il record negativo assoluto mai registrato dal 1992.

LAVORO PRECARIO - Boom di precari in Italia, dunque. Sono quasi tre milioni (2milioni 877mila) i lavoratori precari nel terzo trimestre del 2012: si tratta del livello più alto dal terzo trimestre del 2004. Lo ha comunicato l'Istat spiegando che i dipendenti a termine, sempre nel terzo trimestre del 2012, sono 2milioni 447mila (dato più alto dal terzo trimestre 1993), mentre i collaboratori sono pari a 430mila.

PART TIME - Nel terzo trimestre del 2012, i lavoratori part time hanno raggiunto la soglia record di 3 milioni 847mila unità: si tratta del livello più alto mai raggiunto. E' infatti il dato più alto registrato dal terzo trimestre del 1993. Per oltre la metà dei lavoratori (58%), il part time è involontario.

Per quanto riguarda il tasso generale dei senza lavoro, a ottobre è salito all'11,1% dal 10,8% di settembre (all'11,8% se si considera il dato non destagionalizzato). In questo ultimo caso si tratta del livello più alto registrato dal 2004, anno d'inizio delle serie storiche mensili. Se si considerano i dati trimestrali è il dato più alto dal primo trimestre del 1999.

DRAGHI: "FINITO IL TEMPO DELLE FAVOLE" - Intanto, Mario Draghi, in un'intervista radiofonica, ha dichiarato che alcuni Paesi dell'eurozona "hanno vissuto in un mondo di favola, sottostimando gli squilibri il deficit e il debito che in alcuni Paesi sono stati ritenuti sostenibili per anni per poi rivelarsi insostenibili". Secondo il numero uno della Bce, "non siamo ancora fuori dalla crisi" e "secondo le nostre previsioni la ripresa per l'eurozona arriverà nel secondo semestre del 2013".

IN EUROPA 14 MILIONI DI GIOVANI NON STUDIANO E NON LAVORANO

SCENDE L'INFLAZIONE - Inflazione ancora in frenata. A novembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo è sceso al 2,5% dal 2,6% di ottobre, raggiungendo così il livello di marzo del 2011. A comunicare i dati provvisori dell'inflazione è l'Istat spiegando che si è registrata una diminuizione congiunturale dello 0,2%, si tratta del calo mensile più marcato dal settembre del 2010. La freddata dell'inflazione è legata principalmente al ribasso dei prezzi dei carburanti. L'inflazione acquisita per il 2012 si conferma al 3%. Il lieve rallentamento dell'inflazione, che segue quello più consistente registrato ad ottobre, è dovuto prevalentemente alla frenata dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che registrano un calo congiunturale del 2,2% e una crescita tendenziale dell'11,5% dal 15% di ottobre. Per quanto riguarda il comparto non regolamentato, la diminuzione conginturale è imputabile al ribasso dei prezzi di quasi tutti i carburanti. Il prezzo della benzina è sceso del 4,2% rispetto ad ottobre, mentre quello del gasolio per messi di trasporto è diminuito dell'1,8% su base mensile. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza all'1,5%. Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo rallenta all'1,6% (+1,7% nel mese precedente).

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