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Giovedì, 27 Gennaio 2022
L'addio

David Sassoli: oggi la camera ardente, domani i funerali di Stato

Il presidente del parlamento europeo è morto all'1.15 dell'11 gennaio scorso nel Centro di riferimento oncologico di Aviano, dove era ricoverato dal 26 dicembre scorso

Aperta al pubblico oggi, alle 10.30 a Roma, la camera ardente di David Sassoli nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Venerdì 14 gennaio i funerali di Stato. Le esequie del presidente del Parlamento europeo si terranno alle 12 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, in Piazza della Repubblica.

Il presidente Sassoli è morto all'1.15 dell'11 gennaio scorso nel Centro di riferimento oncologico di Aviano dove era ricoverato dal 26 dicembre scorso, spiegava il portavoce, "per il sopraggiungere di una grave complicanza, dovuta a una disfunzione del sistema immunitario". Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 30 maggio ed era nato a Firenze. Giornalista professionista dal 1986, è stato vicedirettore del Tg1 dal 2006 al 2009. Eletto parlamentare europeo per il Partito Democratico nella VII legislatura, è stato capo della delegazione Pd all'interno dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Rieletto alle Europee del 2014, è stato vicepresidente del Parlamento europeo da luglio 2014 a maggio 2019. Ricandidatosi al voto del 26 maggio 2019 nella circoscrizione dell'Italia centrale, viene nuovamente rieletto con 128.533 voti. Il 3 luglio 2019 viene eletto presidente del Parlamento europeo, il settimo italiano a ricoprire la carica, con 345 voti al secondo scrutinio. Il 15 dicembre scorso, a un mese dalla scadenza del mandato, aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato alla presidenza del Parlamento europeo per "non dividere la maggioranza europeista". Poi il ricovero e, nella notte di martedì scorso, il decesso.

L'omaggio del Capo dello Stato

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato alla camera ardente di David Sassoli. Accanto a lui il sindaco Gualtieri. "La scomparsa inattesa e prematura di David Sassoli  - aveva detto il Capo dello Stato - mi addolora profondamente. La sua morte apre un vuoto nelle file di coloro che hanno creduto e costruito un’Europa di pace al servizio dei cittadini e rappresenta un motivo di dolore profondo per il popolo italiano e per il popolo europeo. Il suo impegno limpido, costante, appassionato, ha contribuito a rendere l’assemblea di Strasburgo protagonista del dibattito politico in una fase delicatissima, dando voce alle attese dei cittadini europei".

Il testamento politico

"La crisi provocata dalla pandemia è stata un evento devastante quanto inatteso, uno spartiacque fra un mondo che ci è noto, che abbiamo imparato a conoscere, e una scena nuova che ancora facciamo fatica non solo a interpretare ma anche a descrivere. Le sfide che abbiamo di fronte sono impegnative e chiedono all'Europa una prova di grande unità". E' quanto si legge nella prefazione al libro "Verso casa. Il lungo viaggio dell'Europa per ritrovare sé stessa", di Donato Bendicenti, edito da Luiss University Press, in uscita il 10 febbraio, scritta da David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo deceduto due giorni fa, e pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica.

"Oltre a imparare a leggere la complessità con uno sguardo diverso, serve la forza per rilanciare il cantiere europeo e sostenere un'Europa che discuta, che sappia pazientemente trovare le giuste convergenze e fornire risposte ai bisogni delle persone", scriveva Sassoli. "Credo che sia nell'interesse dei nostri cittadini rafforzarci insieme e dunque, oggi più che mai, è necessario proteggere la nostra coesione, tutelare la nostra unità. Abbiamo capito, insomma, che non è accettabile un'economia senza morale, uno sviluppo senza giustizia, una crescita a scapito delle nuove generazioni", aggiungeva il presidente del Parlamento europeo.

"È necessario quindi riappropriarci delle nostre radici e mettere al centro del pensiero un'etica della persona che vada oltre la logica del profitto. Dobbiamo ripartire da questi valori e dalla consapevolezza che l'Europa funzionerà se ognuno riuscirà a fare il proprio dovere, se tutti saremo concentrati sulla ripresa, sulla riduzione delle disuguaglianze e, soprattutto, sull'impegno comune a lasciare alle nuove generazioni un futuro più giusto, con maggiori opportunità. La politica non può essere per pochi", si legge ancora nella prefazione al libro di Bendicenti. "Incoraggiare un'Europa che discute, che fa politica e che cerca convergenze significa rafforzare la democrazia e rendere i cittadini protagonisti di questa grande comunità. Tuttavia, se vogliamo far diventare il nostro Continente protagonista e vero attore globale, è fondamentale individuare anche strumenti più efficaci, più flessibili e più resilienti".

Sulla politica estera, ad esempio, secondo Sassoli, "l'Europa deve far sentire la sua voce e definire i suoi interessi strategici affinché possa svolgere insieme ai nostri partner, in un quadro multilaterale, un'azione di stabilizzazione, di pace e di sviluppo". "È anacronistico che su alcune materie - come appunto la politica estera - il Consiglio dell'Unione europea debba ancora decidere all'unanimità. Come possiamo far innamorare i cittadini di una democrazia che blocca e si blocca, in cui valgono il diritto di veto e l'unanimità?" si legge ancora. "Servono riforme e, in questo senso, il meccanismo democratico europeo deve essere all'altezza delle necessità e delle aspettative dei nostri cittadini".

"Questo tempo ci dice che dobbiamo avere più coraggio e che su certe decisioni l'Europa non può più indugiare. La pandemia non può essere considerata una parentesi ma un forte invito a proiettarci nel futuro, a interpretare i cambiamenti dei nostri tempi e ad aprirci alla complessità del mondo. Un'Europa utile, che sappia guardare in profondità il nostro tempo, che non si accontenti di auto-conservarsi. Servono grandi riforme ma, prima ancora, serve rilanciare la centralità della politica intesa come capacità di disegnare il mondo che vogliamo e come dimensione essenziale della convivenza civile", concludeva Sassoli.
 

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