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Martedì, 25 Gennaio 2022
Feroce omicidio / Varese

Daniele ucciso dal padre, orrore dall'autopsia: "Straccio in gola e nastro adesivo per non farlo gridare"

Il piccolo è stato ammazzato dal padre Davide Paitoni a Morazzone. L'uomo non ha parlato nel corso dell'interrogatorio di convalida del suo arresto. Bufera sui giudici

I primi risultati dell’autopsia sul corpo del piccolo Daniele, ucciso a 7 anni dal padre Davide Paitoni a Morazzone il 1 gennaio 2022, aggiungono orrore all'orrore. L'uomo gli aveva infilato uno straccio in bocca, chiusa poi col nastro da meccanico prima della coltellata fatale alla gola, per non farlo urlare e non attirare le attenzione dei vicini della corte di via Cuffia. Secondo il gip Giuseppe Battarino che ha firmato le dieci pagine di ordinanza di convalida, ci si trova di fronte a un omicidio aggravato dal vincolo di parentela, da motivi abietti (“volontà di punire la moglie e di attuare una sorta di ritorsione”, si leggeva nel decreto di fermo), e dalla premeditazione dimostrata dal comportamento "impeccabile" di Davide Paitoni durante ogni incontro con il piccolo, fino all’ultimo prima dell'omicidio. Paitoni ieri non ha parlato nel corso dell'interrogatorio davanti al giudice, che ha convalidato il suo arresto per il tentato omicidio della ex e l'assassinio del bambino: scena muta.

Omicidio del piccolo Daniele Paitoni: bufera sui giudici

E' bufera sui giudici: il fatto che Paitoni abbia avuto la possibilità di vedere il figlio e stare da solo con lui per giorni mentre era ai domiciliari con l'accusa di aver tentato di uccidere un collega, e nonostante denunce per lesioni e minacce presentate dalla moglie, meno di un anno fa, ha subito scatenato le polemiche. La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha chiesto all'ispettorato di svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari su eventuali responsabilità di chi doveva valutare la pericolosità di Paitoni. La gip aveva autorizzato gli incontri col figlio e la ex moglie, a inizio dicembre, su istanza della difesa, dopo aver convalidato l'arresto ai domiciliari del quarantenne che, il 26 novembre, aveva aggredito il collega con un cutter. L'ok era arrivato nonostante l'inchiesta aperta per presunte lesioni e minacce alla ex moglie che, secondo quanto si legge in una nota della procuratrice Daniela Borgonovo, "si inquadrano nel contesto del conflitto familiare scaturito dalla decisione di separarsi". 

Colpisce la cesura, nota Repubblica,  tra i due uffici del Tribunale di Varese, accentuata dalla nota diffusa dal procuratore capo Daniela Borgonovo per “una corretta informazione e per evitare l’ulteriore diffusione di notizie inesatte”. Secondo il magistrato, la richiesta dei domiciliari per Paitoni, accusato lo scorso 26 novembre del tentato omicidio del collega Vito S. nel parcheggio della ditta in cui lavoravano, richiamava la “ritenuta pericolosità sociale dell’indagato, anche per precedenti denunce”. Lo sapeva il gip Anna Giorgetti, che dispose domiciliari per tre mesi, “peraltro ravvisando solo un rischio di inquinamento probatorio”. Il procuratore capo ricorda anche il procedimento pendente per lesioni e minacce a carico di Paitoni, denunciato dalla moglie e dal suocero Davide Gaggini per “condotte aggressive in loro danno”, anche se mai per maltrattamenti in famiglia o stalking. Secondo quanto scritto dal gip Battarino nella convalida, però, i colloqui "non erano una concessione, ma semplice comunicazione con i familiari, una prassi per chi va ai domiciliari".

Si andrà fino in fondo per appurare eventuali responsabilità.

Venerdì 7 gennaio i funerali di Daniele Paitoni

Si svolgeranno venerdì prossimo, 7 gennaio i funerali di Daniele Paitoni, il bimbo di 7 anni ucciso dal papà Davide a Capodanno. La cerimonia si terrà alle 14:30 nell'oratorio di San Luigi Schianno, che il piccolo frequentava e dove gli animatori dopo la tragedia lo hanno ricordato con un post commosso su Facebook. Il sindaco di Morazzone, Maurizio Mazzucchelli, lo ha annunciato sui social aggiungendo che nell'occasione "verrà proclamato il lutto cittadino sia a Morazzone che a Gazzada Schianno", cioè le due cittadine del Varesotto dove abitavano rispettivamente Davide Paitoni e la moglie, che era tornata con il piccolo a vivere insieme ai genitori.

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