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Lunedì, 6 Febbraio 2023
L'incidente / Vicenza

Davide Rebellin investito e ucciso da un camion pirata

Rebellin era in sella alla bicicletta quando è stato urtato e travolto da un camion, nei pressi dello svincolo autostradale di Montebello Vicentino. I carabinieri sono al lavoro per tentare di ricostruire le dinamiche dell’incidente e individuare il camionista, che potrebbe non essersi accorto di nulla

Tragedia nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 30 novembre, lungo la regionale 11 a Montebello Vicentino. Intorno alle 11:55 il campione di ciclismo Davide Rebellin è stato investito da un camion, che secondo le prime ricostruzioni stava uscendo dallo svincolo, e avrebbe proseguito poi il suo cammino.

Nonostante il tempestivo intervento del Suem, non si è potuto fare altro che constatare la morte di Rebellin, 51enne campione di ciclismo. I carabinieri sono al lavoro per tentare di ricostruire le dinamiche dell’incidente e individuare il camionista, che potrebbe non essersi accorto di nulla.

Chi era Davide Rebellin

Davide Rebellin

Rebellin aveva chiuso quest’anno la carriera da professionista. Nel suo palmares poteva vantare un'edizione dell'Amstel Gold Race, nel 2004, tre della Freccia Vallone, 2004, 2007 e 2009, e una della Liegi-Bastogne-Liegi, nel 2004, oltre a una tappa al Giro d'Italia. Solo ieri l'ultimo post sui social in cui rimarcava la sua passione con la foto che lo vedeva impegnato a Monte Carlo. 

Rebellin, il campione che ha corso più di tutti 

Davide Rebellin in una foto dal profilo instagram

Una tragedia che ricorda da vicino quanto successo a Michele Scarponi, il campione di ciclismo marchigiano travolto da un furgone il 22 aprile 2017. E quanto successo anche a Alex Zanardi, tornato a casa proprio lo scorso settembre dopo il terribile incidente in handbike avvenuto a giugno del 2020. E andando ancora a ritroso il terribile incidente accorso a Nicky Hayden il 17 maggio 2017 quando, pochi giorni dopo il gran premio di Imola, si stava allenando in bicicletta nelle campagne del riminese.

Annullata la presentazione della nuova Maglia Rosa per il Giro 2023 che si sarebbe dovuta tenere proprio oggi. Il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni, sottolinea invece la mancanza di sicurezza in strada per i ciclisti, e la conseguente mancanza di nuove leve italiane nello sport delle due ruote a pedali. "Queste cose hanno bisogno di cultura trasversale, di rispetto tra utenti. poi esistono anche situazioni imprevedibili ma che non dipendono dalla volontà di nessuno. Però - dice Vegni - ora cominciano a essere un po' troppi i morti, ed è un problema serio che va affrontato e discusso in maniera decisa". In strada, risponde a chi osserva l'impari confronto tra mezzi pesanti e biciclette, "i rapporti di forza sono quelli che sono e bisogna rispettarsi tutti. Il ciclista è in strada e deve saper cosa si può fare e cosa no. Poi quello che succede ci prende tutti in maniera particolare, e Rebellin era un uomo di esperienza, ne aveva tanta: vedremo cosa diranno le indagini. Sicuramente c'è bisogno di fare qualcosa di più rispetto a quanto fatto finora, un ciclista è comunque un soggetto debole, per quanto sia esperto".

Condoglianze alla famiglia viene espressa dall'unione dei comuni montani che ricorda come "le scelte politiche per la sicurezza dei ciclisti sulle strade sono troppo troppo troppo in ritardo". 

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