Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Italia

Davide come Fabo, malato di Sla in Svizzera per morire: "Questa non è più vita"

Ancora un italiano costretto a chiedere l'eutanasia all'estero. Davide ha 53 anni e a fine 2016 aveva preso questa decisione che lui stesso definisce "una liberazione". Faceva il barista quando a 27 anni si è ammalato di sclerosi multipla. Ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio Mina Welby dell'associazione Luca Coscioni

Davide, toscano di 53 anni, sta arrivando in Svizzera accompagnato Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, per ottenere l'eutanasia in una clinica come aveva già fatto anche Dj Fabo, Piera Franchini e Dominique VelatiDavide è malato di Sclerosi multipla e ha deciso di morire perché non vuole più vivere: "Con il dolore addosso tutto il giorno la mia non è più una vita da vivere ma una condanna da scontare''. 

Davide è malato di sclerosi multipla da quando aveva 27 anni. Ha chiesto aiuto a soseutanasia.it, il sito della disobbedienza civile di Marco Cappato, Gustavo Fraticelli e Mina Welby. Anche grazie a questa associazione ha messo insieme la cifra per comprarsi l'assistenza alla morte.

Nel 1993 Davide faceva il barista, a un certo punto ha iniziato a non sentire più un lato del corpo: "Potevano spegnermi una sigaretta addosso, darmi una coltellata, ma ero completamente insensibile". Erano i primi sintomi della sclerosi multipla. ''Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno.

''Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali - anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli dà sollievo''.

A fine 2016 Davide avevo preso la decisione di ricorrere all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza". "La madre, una donna di 73 anni con molti problemi di salute, soffre ma lo capisce" fa sapere sempre l'associazione che lo sostiene in questa sua scelta.

"VIVERE MI FA TROPPO MALE, ERO COMPLETAMENTE INSENSIBILE"

"Vivere mi fa troppo male", aveva confessato Davide lo scorso dicembre in un'intervista a 'Libero' nel dicembre scorso. "La malattia (che lui chiama "la stronza"), come sempre avviene, si è via via aggravata, finché pochi mesi fa Davide ha chiesto alla madre 73enne di aiutarlo a farla finita.

La donna ha scritto a una clinica svizzera, ma ha scoperto che l'eutanasia ha un prezzo non solo umano, ma anche economico: per l'esattezza 9.500 euro, troppi. E' allora che Davide ha chiesto aiuto al sito eutanasialegale.it gestito da Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli. Sono loro ad aiutarlo a trovare i soldi necessari, e a organizzare il viaggio, proprio come fecero con dj Fabo. Oggi la partenza insieme a Mina Welby verso quello che lui considera un sollievo.

Quattro mesi fa credeva di non trovare i soldi necessari, ma il coraggio ce l'aveva. Ora che i soldi li ha trovati, ne ha ancora di più, come un campione alle Olimpiadi che vede il traguardo vicino. Gli avevamo chiesto che cosa avrebbe portato con sé. E lui, come chi pensa a un viaggio da tempo, aveva risposto: "Non mi serve nulla. Mi piacerebbe portare un sasso che mi regalò un mio amico durante una vacanza in Sardegna come simbolo della nostra amicizia".

Ora Davide è pronto a partire. "Ho dolori ventiquattro ore al giorno, qualsiasi movimento, anche il più piccolo, mi procura sofferenze atroci. Se anche un genio dovesse trovare una cura risolutiva, non potrei riceverla perché ho già fatto un ciclo di chemioterapia molto invasivo".

Gli amici sono già spariti da tempo perché il dolore fa paura e allora la gente ti evita perché non vuole dividere un carico troppo pesante. Come la fidanzata di Davide che un giorno, dopo sedici anni insieme, senza girarci troppo intorno e senza fare neanche lo sforzo di inventarsi una scusa bugiarda - ma almeno pietosa - gli ha detto: non voglio un invalido. "Mi ha portato da mia madre, in questo posto bruttissimo dove vivo. Da qui non riesco a vedere nemmeno il cielo perché davanti alla finestra ho un palazzone orribile. Questo era l'ultimo posto in cui volevo stare. Ma almeno lei non è sparita del tutto".

Così si legge sul sito eutanasialegale.it che riporta come Davide se ne andrà bevendo il liquido che un'infermiera gli consegnerà. "Se potessi partirei tra mezz'ora. L'aldilà lo immagino come il nulla. Sono ateo".

"Un altro italiano si ritrova a dover morire lontano dalla sua casa e un'altra concittadina, dopo Marco Cappato, ha deciso di rischiare la sua libertà disobbedendo per il diritto di tutti a vivere liberi fino alla fine". Così commenta Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico, membro della Commissione diritti umani di Palazzo Madama

"Questa nuova storia di sofferenza e il coraggio della quasi ottantenne Mina Welby sia di monito e di stimolo a legiferare a un Parlamento ancora incapace di decidere sulla libertà e il diritto all'autodeterminazione dei cittadini"

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