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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Nuove misure

Il braccialetto elettronico per i violenti contro le donne: pene aumentate e pattuglie sotto casa

Tra le novità più importanti c’è il grande ritorno del braccialetto elettronico e la procedibilità d'ufficio per reati procedibili su denuncia

Il Governo vara un nuovo Disegno di legge contro la violenza sulle donne. Le misure, volute e approvate dai ministri dell’Interno Luciana Lamorgese, della Giustizia Marta Cartabia, insieme alle colleghe Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Elena Bonetti ed Erika Stefani, apportano modifiche a diversi ambiti, soprattutto al codice di procedura penale. La missione è alzare le barriere a protezione delle donne vittime di violenza di genere e stringere ulteriormente un cordone intorno agli uomini accusati di stalking o maltrattamenti. Tra le novità più importanti c’è il grande ritorno del braccialetto elettronico, che esisteva già in passato. Introdotto con la riforma del codice rosso, sarebbe dovuto servire per sorvegliare le persone colpite da divieto di avvicinamento e indagate o imputate per stalking, maltrattamenti, lesioni gravi, tentato omicidio. Il problema è che quel deterrente non è mai stato a disposizione dell’autorità giudiziaria e dunque non è mai stato possibile utilizzarlo. Dunque a che serve ora?  Il Governo assicura che non ci sarà alcun problema pratico, ribadendo come l'uso di questi dispositivi di controllo a distanza non sarà più subordinato alla clausola della verifica della loro disponibilità. Ora ce ne sono e sarebbe dunque superato il problema della carenza che ne limitava l'utilizzo. Ma vediamo quali sono le novità del Ddl contro la violenza sulle donne. 

  • Braccialetto elettronico 
  • Nuova ipotesi di fermo (anche senza flagranza di reato)
  • Vigilanza dinamica per persone offese
  • Aumento pene
  • Procedibilità d’ufficio 
  • Aiuto economico alle vittime

Ddl contro la violenza sulle donne: il braccialetto elettronico 

Dando dunque per scontato che gli uomini accusati di violenza di genere saranno controllati a distanza con l’uso del braccialetto, si potrebbero aprire le porte del carcere per l’indagato che dovesse violare la restrizione rompendo o danneggiando il mezzo elettronico. Questo varrà in tutti i casi in cui il pm disporrà l’uso del sistema di controllo a distanza: non solo in caso di arresti domiciliari, ma anche di fronte alla disposizione dell’allontanamento dalla casa famigliare o al divieto di avvicinamento alla persona offesa. Proprio in occasione di queste due precauzioni (allontanamento e divieto avvicinamento), potrà essere applicato il braccialetto elettronico di fronte al quale, se non ci dovesse essere il consenso dell’indagato, il pm potrebbe chiedere al giudice misure restrittive ancora più dure, come i domiciliari o addirittura il carcere. 

Ddl contro la violenza sulle donne: nuova ipotesi di fermo

Modifica anche all’articolo 384 del codice di procedura penale, il quale stabilisce come, in assenza di flagranza di reato, se una persona è fortemente sospettata di un reato e c’è il pericolo di fuga, può scattate il “fermo”, in caso di reati in cui la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni. 
A questa norma viene fatta una integrazione, per cui il pm potrà chiedere il fermo anche di chi è “gravemente indiziato di uno dei delitti” di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e stalking.

Ddl contro la violenza sulle donne: vigilanza dinamica

A seguito di denuncia o querela in ambito di violenza domestica, "qualora dai primi accertamenti emergano concreti e rilevanti elementi di pericolo di reiterazione della condotta", le forze di pubblica sicurezza possono dare comunicazione al Prefetto, il quale può adottare "misure di vigilanza dinamica, da sottoporre a revisione trimestrale, a tutela della persona offesa". Significa che il Prefetto potrà disporre delle forze dell’ordine per effettuare dei controlli cadenzati nelle zone in cui si trova la donna potenzialmente in pericolo. 
Inoltre aumentano le pene previste per i reati di percosse, lesioni, minacce, violazione di domicilio e danneggiamento "se il fatto è commesso, nell'ambito di violenza domestica, da un soggetto già ammonito". In questo modo si dà ulteriore peso al alcune disposizioni come l’ammonimento del Questore il quale, se violato, peggiorerà la posizione del presunto stalker. 

Inoltre, in caso di reati come i maltrattamenti in famiglia, il pm potrà procedere d’ufficio. Significa che, quando polizia o carabinieri si troveranno a casa di una donna picchiata dal marito o dal fidanzato, non avranno più bisogno di una denuncia querela per muoversi. Potranno farlo autonomamente, senza perdere altro tempo. 

Infine, come già succede per il reato di estorsione, ci sarà un aiuto economico immediatamente nella fase delle indagini alla vittima. Le donne potranno avere un terzo dell'indennizzo totale. “Credo sia un grande passo avanti, è un grande aiuto alle donne che sono state oggetto di violenza, che tante volte non denunciano perché si trovano in una condizione economica difficile", ha detto il Ministro Lamorgese. 
 

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