Lunedì, 8 Marzo 2021

Perché la Serie A trema dopo la positività di Aurelio De Laurentiis

L'hanno incontrato in tanti proprio il giorno della comparsa dei sintomi. Da Dal Pino ad Agnelli, da Preziosi a Ferrero, scattano i protocolli e nessun contatto con le loro squadre. Il via del campionato è dietro l'angolo e nessuno vuole mettere a rischio giocatori e staff

È mercoledì 9 settembre il giorno da analizzare nel dettaglio. Aurelio De Laurentiis non sa ancora di essere positivo al Sars-CoV-2. Non ha febbre, ma soltanto un fastidioso di mal di stomaco. Raggiunge Napoli in barca. Ad attenderlo il suo autista che lo accompagna all'aeroporto di Capodichino: prende il volo privato per Milano. Poi partecipa all'assemblea di Lega assieme ai 20 rappresentanti della squadre di serie A. Era seduto accanto al presidente Dal Pino. Ha pranzato con gli altri presidenti senza indossare la mascherina. "Durante i lavori della Lega non era indispensabile indossare la mascherina perché sono stati rispettati i protocolli anti Covid e il distanziamento sociale". Questo è quanto ha fatto prontamente sapere la Lega di Serie A non appena è diventata ufficiale la notizia della positività di De Laurentiis. Ma i timori ci sono e sono comprensibili: ecco perché.

De Laurentiis positivo al coronavirus: tutti i contatti di mercoledì 9 settembre

Poi il numero uno azzurro lascia l'hotel Hilton e incontra i giornalisti senza mascherina. Ha il volo privato per Napoli in modo da rientrare a Capri in serata. A bordo con lui c'è il presidente del Benevento Oreste Vigorito. Tutto cambia alle 20, qiamdo De Laurentiis comunica ai suoi collaboratori e al presidente della Lega, Dal Pino, la positività al virus. Dapprima in isolamento a Villa Camelia, assieme alla moglie Jacqueline, anche lei positiva, in serata è stato trasferito in ambulanza a Roma per le cure.

E adesso che succede? Coloro che l'hanno incontrato nei giorni precedenti (e sono tanti) temono il contagio. Il problema è che stava male da giorni, come raccontano Pasquale Tina e Franco Vanni su Repubblica. 

Pensare che a Milano Aurelio De Laurentiis evitava di andarci, nei mesi scorsi. «Lì c’è il virus».

"Se avessi immaginato di poter avere il Covid, non mi sarei mai messo in viaggio. Non avevo sintomi" dice il presidente del Napoli, 71 anni compiuti, ai suoi collaboratori. Non stava benissimo già da quattro giorni, racconta il quotidiano romano. Problemi intestinali, attribuiti all’indigestione di ostriche, piatto prelibato della cena organizzata sabato sera. E un tampone negativo domenica sera lo fa stare tranquillo "e allontana i cattivi pensieri relativi alla positività di un suo dirigente – mai confermata dal club – al termine del ritiro della squadra a Castel di Sangro".

De Laurentiis positivo al coronavirus

Chi ha incontrato Aurelio De Laurentiis (senza mascherina)

De Laurentiis ripete il test mercoledì mattina e poi parte per Milano. Incontra tanta gente.

De Laurentiis partecipa ai lavori e vota la proposta: siede accanto al presidente Paolo Dal Pino. Parla di mercato con l’ad della Roma Guido Fienga. Avvicina il collega laziale Claudio Lotito, si ferma a scherzare con il genoano Enrico Preziosi. Al pranzo con i presidenti, De Laurentiis è una comparsa: va un paio di volte in bagno. Poco prima delle 15 lascia l’Hilton. Non indossa la mascherina, come nemmeno l’aveva in volto all’ingresso. Niente protezione nemmeno durante l’assemblea, come molti suoi colleghi.

Il presidente del Benevento Oreste Vigorito, l’unico che la mascherina non l’ha tolta mai quel giorno, accetta un passaggio da De Laurentiis, e a seguito di quel volo privato ora il numero uno della neopromossa in A è in auto-isolamento nella sua villa di Posillipo.

De Laurentiis quella sera stessa ha la febbre a 38 e dolori articolari. Non ha problemi respiratori. in contatto con il responsabile sanitario del Napoli, Raffaele Canonico, e con il personale medico dell’ospedale Gemel- li di Roma che in passato lo ha segui- to: a gennaio ha avuto problemi di pleurite, quindi il livello di attenzio- ne è alto. 

Intanto da Dal Pino ad Andrea Agnelli, da Preziosi a Ferrero, è scattato il protocollo: nessun contatto con le loro squadre. Il via della serie A è dietro l'angolo e nessuno vuole mettere a rischio giocatori e staff tecnici. 

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